«Iren come Volkswagen deve cambiare le valvole»
La Cgil attacca sulle bollette gonfiate dopo l’installazione del teleriscaldamento La società: «Tocca al condominio pagare 15 euro perché non vale la garanzia»
REGGIO EMILIA. «Il problema del teleriscaldamento è un mistero avvolto nel giallo, ma una cosa è certa: se c’è un malfunzionamento delle valvole conta calorie è Iren che deve pagare per ripararle». Con queste parole Matteo Alberini, della segreteria Cgil, dice la sua circa il caso di via Wybicki dove 24 famiglie ricevono da un anno bollette del gas gonfiate a seguito dell’installazione del teleriscaldamento. «Dopo aver messo le valvole conta calorie - aveva raccontato Stefano Incerti, uno dei residenti - ho avuto subito un risparmio di 500 euro. Ma quest’anno il vantaggio è già svanito e anzi, c’è stato un inspiegabile rincaro di 700 euro». E se il problema di questi conti pazzi fosse proprio delle nuove valvole, allora secondo la Cgil la manutenzione e l’eventuale cambio spetterebbe proprio a Iren e non hai condomini stessi.
«Quel dispositivo è lì - spiega Alberini - perché è Iren che si era offerta di fornirlo e installarlo, scalandone poi il costo dalle bollette dei residenti. Se la valvola funziona è una cosa bellissima, ma se non funziona e devo anche pagarmela io allora era meglio che me la installavo da solo da persone di fiducia. È come la questione dello scandalo della Volkswagen: io ho accettato quella macchina a delle condizioni ben precise, se quelle condizioni vengono meno spetta alla casa automobilistica la riparazione». «Le valvole termostatiche - spiega in una nota Iren - - ed i ripartitori installati da noi sono garantiti per 10 anni e quindi la loro sostituzione in caso di guasto o rottura per difetti di costruzione non prevede alcun onere per il cliente».
Ma, guarda caso, questo non vale nel caso del condominio di Via Wybicki. «Dal 2013 - spiega l’azienda - Iren offre agli condomini teleriscaldati con fornitura centralizzata l’installazione di apparecchiature che consentono la personalizzazione nell’utilizzo del servizio attraverso valvole termostatiche installate su ciascun termosifone, nonché la rilevazione di indicatori del consumo individuale al fine di ottenere una più equa ripartizione dei consumi. Tuttavia prosegue Iren - il condomìnio di Via Wybicki ha deliberato in un primo tempo l’installazione del modello cronotermostatico, che consente la programmazione settimanale delle ore di accensione del corpo scaldante, ma, successivamente, un anno dopo, ha richiesto la sostituzione del modello cronotermostatico con un modello manuale. Questa operazione non può ragionevolmente essere compresa nella garanzia di cui sopra per cui è stato richiesto al condominio un contributo una tantum di 15 euro per valvola».
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