La discoteca Exodus finisce all’asta per 570 mila euro
Gualtieri: lo storico locale è in totale stato di abbandono. Il 17 novembre la vendita, offerte fino al giorno precedente
GUALTIERI. Un locale in totale abbandono, con arredamenti distrutti e le sale da ballo messe a soqquadro, quasi come fosse passato un uragano. Così si presenta oggi l’interno della discoteca Exodus, storico locale della bassa con sede lungo la strada statale 63 e meta di migliaia di giovani che negli anni – attraversando diverse epoche, da quella del “501” a quella del “Tempo”, passando per il “Plasmaphobia” – l’hanno frequentata, facendola diventare la propria seconda casa.
Tutta l’area dell’Exodus andrà all’asta in tribunale a Reggio Emilia il 17 novembre, alle 18.15, e sino alle 12 del giorno prima potranno essere presentate offerte: il prezzo base fissato è di 569mila e 700 euro, con rilancio minimo di 2 mila euro. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12306028:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12306028:1649484034/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] In quella data si procederà prima con un’asta “senza incanto” (in questo caso l’aggiudicazione fatta in udienza è definitiva) poi, in caso di una nuova assenza di offerte, si procederà, nei giorni successivi, a un’asta “con incanto”, nella quale è possibile che altri, pur non avendo partecipato alla gara, presentino un’ulteriore offerta.
Da alcuni giorni stanno circolando in rete le immagini che mostrano il declino nel quale ora versa la struttura, che appare abbandonata da diversi anni quando invece, fino a pochi mesi fa, ha ospitato degli eventi. A diffonderli, il gruppo Facebook del Temporock, organizzazione che per oltre vent’anni all’interno dell’Exodus ha organizzato serate a tema rock, facendo della discoteca gualtierese uno dei punti di riferimento principali per gli appassionati di tutta Italia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12306012:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/21/fotogalleria/addio-exodus-ecco-cosa-rimane-della-discoteca-di-gualtieri-1.12306012]]Negli ultimi anni, a causa dell’incertezza che verteva da tempo sul destino dell’immobile, i componenti dello staff del Temporock hanno scelto di rendere il marchio “itinerante”, organizzando serate in varie discoteche dell’Emilia Romagna, ma vedere lo stato in cui versa quella che è stata per tanto tempo la loro casa, è stato per loro un colpo durissimo.
Quella della discoteca di Gualtieri è una storia che affonda le radici a molti anni fa, quando venne aperta una procedura fallimentare sul locale. Di fatto la discoteca – oggi di proprietà di una Srl di Bergamo – è all’asta da svariati anni, ma non è stata mai rilevata. Ci sono stati, nel corso del tempo, vari “abboccamenti” ma mai concretizzati. Se si pensa che l’area in questione misura circa 6mila metri quadrati, il prezzo risulta quanto mai appetibile, in quanto inferiore ai 100 euro al metro quadrato. Ovviamente, esclusi tutti i lavori di ripristino dei quali la struttura necessita. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12306027:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12306027:1649484034/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Ma per quale motivo la discoteca ora ha questo aspetto dismesso? L’ipotesi di alcuni è che sia una “mossa” per impedire, in caso di esito positivo dell’asta, un’immediata riapertura del locale. Al di là di ogni congettura, ciò che più conta è che la “famiglia” del Temporock – come i ragazzi che frequentavano il locale negli anni Novanta e Duemila amano definirsi – si sia detta disponibile ad aiutare la discoteca a risorgere. Anche se al momento non è possibile ipotizzare nessuna azione, bisognerà prima vedere chi saranno – se ci saranno – i nuovi proprietari.
«La mia adolescenza spazzata in una manciata dì foto...», «Se mai un giorno dovesse esser venduto per riaprire targato Temporock mi ci gioco la testa che chiunque verrebbe li per rimediare a questa pazzia. Tutta la famiglia sarebbe li dentro per rimetterlo in piedi» e «Vedere queste foto mi fa male al cuore...» sono solo alcuni dei numerosi commenti che accompagnano le foto, in un misto tra malinconia e rabbia.
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