Gazzetta di Reggio

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Piovono tre milioni sui docenti reggiani

di Luciano Salsi
Piovono tre milioni sui docenti reggiani

Il bonus di 500 euro per la formazione professionale interessa seimila insegnanti. Esulta il renziano Gazza, critici i sindacati

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REGGIO EMILIA. Sono circa seimila, nella nostra provincia, i docenti di ruolo nelle scuole statali, che in questi giorni, a partire da lunedì, si vedono recapitare i 500 euro del bonus previsto dalla legge 107/2015 (la cosiddetta “Buona scuola”) per l’aggiornamento professionale. La somma viene accreditata sullo stesso conto corrente usato per il pagamento dello stipendio, ma con un versamento separato. Infatti, non essendo retribuzione accessoria o reddito imponibile, è esente da ritenute fiscali e previdenziali.

Esulta il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, che oltre ad essere un renziano Doc insegna materie letterarie nella scuola media di Poviglio. La sua soddisfazione l’aveva espressa anche su Facebook giovedì scorso, quando il ministero dell’Istruzione aveva annunciato l’imminente arrivo della gratifica. «Dove sono finiti – aveva polemizzato – tutti quelli che raccontavano che nella Buona scuola non c’erano i 500 euro per la formazione? Ricordo giorni di discussione. Si diceva che fosse una delle solite balle di Renzi».

«Il Governo – aggiunge ora Gazza – ha mantenuto l’impegno. Per la prima volta è riconosciuto agli insegnanti un contributo per la formazione professionale». Complessivamente il bonus ammonta per la nostra provincia a un gruzzoletto di tre milioni, a disposizione di chi occupa una cattedra di insegnamento o di sostegno nelle scuole medie inferiori e superiori, nelle elementari e nelle materne. I beneficiari dovranno spenderlo entro il 31 agosto, cioè entro la fine dell’anno scolastico 2015-2016, presentando i relativi rendiconti all’amministrazione scolastica attraverso la segreteria del proprio istituto.

La quota che non verrà spesa o non validamente documentata sarà trattenuta l’anno prossimo dal bonus erogato per il 2016-2017. È questa clausola che trattiene molti interessati dall’utilizzare fin d’ora il bonus, che pure è immediatamente disponibile.

Infatti il decreto applicativo, emanato dal Presidente del consiglio lo scorso 23 settembre, non chiarisce alcuni aspetti della rendicontazione. Vi si trova semplicemente l’elenco degli acquisti consentiti: libri e testi anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste, computer, tablet e relativi programmi (hardware e software), iscrizione a corsi di aggiornamento e qualificazione svolti da enti accreditati presso il Miur, iscrizione a corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, iniziative coerenti con il piano dell'offerta formativa delle singole scuole e con il Piano nazionale di formazione. «Il decreto – spiega Elvira Meglioli, segretaria provinciale della Flc-Cgil – è rispecchiato da una circolare che non vi aggiunge alcunché di sostanziale. Siamo in attesa di una nuova circolare che dissipi i dubbi che stanno emergendo e di cui abbiamo discusso anche oggi (ieri per chi legge, ndr) nell’assemblea sindacale riunita nel liceo Canossa. Ad esempio, basterà presentare un biglietto non nominativo per uno spettacolo? Si potrà acquistare un libro o partecipare a un corso per una materia diversa da quella che si insegna?».

Domande che tuttavia per Gazza rappresentano «dettagli che verranno chiariti presto dall’amministrazione scolastica». Richieste di miglioramenti arrivano anche dalla Cisl: «Pur criticando l’insieme della legge – ammette Monica Leonardi, segretaria della Cisl-scuola – riconosciamo che il bonus è un aspetto positivo. Purtroppo ne sono esclusi non solo i docenti precari, ma anche gli impiegati delle segreterie, che devono formarsi per i loro nuovi compiti assai complessi».

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