«Amore mio, non li perdoneremo mai»
Rolo: le grida e la disperazione della mamma di Fabio Bassoli sulla bara del figlio di 31 anni assassinato il 3 ottobre scorso
ROLO. «Non li perdoneremo mai, chiunque sia stato. Amore, non li perdoneremo mai». Il grido straziante, disperato di mamma Enrica Daolio, ha scandito tutti i passaggi dell’addio a Fabio Bassoli, il cuoco 31enne, il cui cadavere, con le mani giunte e legate, è stato ritrovato il 3 ottobre nei pressi di Pont-de-Labeaume, in Francia, dove si era trasferito da 11 anni per aprire un’attività di ristorazione ambulante.
Ieri mattina, al funerale, ha preso parte una folla di 600 persone, tra parenti, amici e conoscenti. Le esequie si sono svolte con rito civile, con partenza dall’abitazione della famiglia di Fabio, in via Preti. Sulla bara, che ha sostato per minuti infiniti davanti a casa Bassoli, erano poste due cornici: una con un collage di foto di Fabio, tratte dal suo profilo facebook, dove si faceva soprannominare Rakor, e una con un intenso primo piano.
Sempre sulla bara, ad accompagnare l’ultimo viaggio del giovane, una cassetta dei Doors: Waiting for the sun, insieme a ghirlande di edere e di rose. Ed è stata “Wish you were here” dei Pink Floyd, alternata a “Gli angeli” di Vasco Rossi, lo sfondo musicale scelto per il corteo che si è snodato lungo le vie IV Novembre, Battisti, corso Repubblica per poi terminare al cimitero.
In testa al corteo, tanti giovani, amici di Fabio con bandiere del Wwf, di Legambiente, della Lipu, oltre a qualche tricolore e bandiere arcobaleno della pace. Tutti preceduti da un grande striscione di Legambiente, sull’operazione fiumi: un campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione e informazione per l’adattamento ai mutamenti climatici.
Durante il corteo, mamma Enrica continuava a piangere e baciare la bara di Fabio, gridando di dolore e sorretta da Claudio, marito e papà del giovane, da parenti e amici, in lacrime. Al cimitero, prima di entrare, da tre gabbie hanno spiccato il volo diverse decine di colombe bianche, accompagnate da un applauso e dalla famiglia che ha esclamato: «Eccolo, il nostro bambino è andato».
Una volta dentro il camposanto la sofferenza raggiunge l’apice. La madre di Fabio continua a urlare di volere giustizia per quel figlio così amato e il grido «non vi perdoneremo mai» risuona nel silenzio del cimitero. E al momento della sepoltura, Enrica implora di aspettare «ancora un minuto. Lo voglio baciare, ancora, tutto, mio figlio» e diversi, fra amici e parenti, tra i quali l’amico d’infanzia Nicola Paltrinieri, hanno voluto lanciare un mucchietto di terra, mentre la madre lancia sul feretro una rosa bianca, insieme a un foulard arancione e rosso. Tanti amici hanno lanciato fiori perché «la terra ti sia lieve, Fabio».
Dal punto di vista delle indagini sulla morte del 31enne, intanto, una delle ipotesi prevede che più persone abbiano preso parte al delitto e si cercherebbe un secondo cellulare di Fabio, nel quale potrebbero trovarsi informazioni utili ai fini delle indagini.
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