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Coopsette, il cda rinvia il voto sul piano

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette, il cda rinvia il voto sul piano

Ieri fumata nera: il presidente Davoli non trova la quadra con i compratori di Atikram ma spera in un via libera sul filo

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CASTELNOVO SOTTO. Per i sindacati il tempo è già scaduto. Oggi i lavoratori della Coopsette di Castelnovo Sotto sono stati chiamati in assemblea per avere notizie definitive sul salvataggio della cooperativa. Ieri sera, però, l’atteso consiglio di amministrazione dell’azienda di costruzioni si è chiuso con un pesante rinvio. Il potenziale compratore della società Atrikram, creata per salvare le attività della coop in via indiretta, non ha stretto ancora l’accordo sperato. Ma non è detta ancora l’ultima parola, dicono dalla cooperativa: «Non è stata assunta ancora nessuna delibera. Siamo riconvocati venerdì. Non è ancora tempo di mollare».

La speranza è l’ultima a morire, soprattutto tra i vertici, che stanno cercando di mettere insieme i pezzi di un puzzle molto complesso. In pratica vogliono giungere a un accordo di vendita delle attività di costruzioni che sia certo e solido, così da poter portare in tribunale il concordato preventivo che è stato tracciato con gli advisor legali e finanziari ingaggiati la primavera scorsa per tentare di evitare un pesante fallimento della storica azienda.

La mancata delibera attesa ieri non giova certo all’umore degli oltre 500 dipendenti, 100 dei quali hanno appena raggiunto un accordo per poter passare alla Margaritelli di Perugia, azienda pronta a rilevare il ramo della Coopsette che produce traversine per le ferrovie. Un business a buona marginalità, che è stato aggiudicato in pochi giorni.

La Fillea-Cgil ha tirato dritto convocando l’assemblea generale dei lavoratori fissata per oggi a Castelnovo Sotto. Senza una delibera da parte del cda, però, l’incontro verrà certamente ridimensionato. L’idea trapelata in questi giorni è che il concordato, allo stato attuale, non ha i requisiti necessari per passare il vaglio dei commissari giudiziali. La cooperativa smentisce con forza questa tesi, ma non è dato sapere ancora se si tratti di tattica o realtà acquisita. Del resto il concordato sarà depositato al massimo entro il 28 ottobre. Pochi giorni ai quali si sta aggrappando il presidente Fabrizio Davoli, che ha messo in campo tutte le conoscenze acquisite negli anni per poter raggiungere l’obiettivo più ambizioso e determinante della sua carriera quale manager della cooperazione. Il salvataggio, però, è appeso a un esile filo che non può reggere ancora a lungo.

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