Gazzetta di Reggio

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«È vero: ho firmato ma non sapevo fosse un contratto»

di Leonardo Grilli
«È vero: ho firmato ma non sapevo fosse un contratto»

Anziano contattato «con un pretesto» dal venditore di Iren La multiutility: «Se è andata così, siamo pronti a rescindere»

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REGGIO EMILIA. «È entrato in casa con la scusa di controllare la bolletta del gas e gli ha fatto firmare con l'inganno un contratto di passaggio da Enel Energia a Iren. Questo è quanto sarebbe successo a Gianni Grassi, reggiano di 68 anni e malato di cuore da molto tempo. Lo stereotipo della fascia più debole di popolazione, quella degli anziani che spesso vengono circuiti da venditori porta a porta disposti a tutto pur di portare a casa la percentuale che gli spetta su una firma.

Al telefono Grassi ha la voce tremolante e angosciata di chi, dopo aver dato fiducia a una persona, si ritrova invece truffato: «Si è presentato alla mia porta un ragazzo con al petto una targhetta di Iren - racconta - chiedendomi se potevo fargli vedere l'ultima bolletta del gas. Io mi fido ancora degli sconosciuti, e così l'ho fatto accomodare». A quel punto il venditore si è messo a commentare le tariffe pagate dall'anziano: «Io sono abbonato con Enel Energia e secondo il ragazzo avrei potuto risparmiare rispetto a quello che spendo ora».

E qui c'è il passaggio fondamentale, quello in cui in teoria dovrebbe essere spiegato chiaramente che per ottenere questo risparmio è necessario cambiare compagnia. Ma, secondo Grassi, il venditore in questione avrebbe agito diversamente: «Mi ha detto che ci avrebbe pensato lui a farmi abbassare la tariffa, e dopo un po' mi ha presentato davanti quattro fogli scritti molti fitti da firmare. Alla mia domanda su cosa fossero mi ha risposto che non dovevo preoccuparmi, che erano solo per la privacy e per la sua valutazione come venditore». A quel punto, dopo aver salutato con un gran sorriso i due anziani, il ragazzo si è congedato, ha recuperato i fogli ed è uscito di casa.

Passato qualche minuto però a Grassi sono cominciati a venire dei dubbi: «In giro se ne sente di ogni, e se avessi firmato qualcosa che non avrei dovuto?». Così preso dalla preoccupazione chiama Enel Energia che in effetti lo mette in guardia e gli conferma che, con grossa probabilità, le quattro pagine che aveva davanti altro non erano che un contratto per cambiare gestore.

Ma l'anziano vuole la prova definitiva, e quindi telefona anche al centralino di Iren: «Mi ha risposto una signorina molto gentile che ha detto che sì, con quella firma ero passato a Iren e fra una decina di giorni mi sarebbe arrivato a casa l'accordo definitivo. In ogni caso se lo avessi voluto disdire avrei avuto 15 giorni di tempo a partire dalla consegna». A far più male al signor Grassi è il fatto di essere stato circuito in questo modo, dopo aver dato la massima fiducia: «Io sono allettato e malato di cuore da 20 anni, mia moglie ha 65 anni e si prende cura di me, cosa devo fare? Diffidare di tutti quelli che mi citofonano e chiudermi in casa? Non è tanto un problema di gestore, quanto di umanità. Iren è una ditta reggiana seria, da lei non me lo sarei mai aspettato».

Tuttavia il suo comportamento non è direttamente imputabile a Iren. L'azienda infatti, come tutte le altre compagnie di questo tipo, affida in appalto a compagnie esterne la promozione porta a porta. Ma intanto, in attesa di capire bene cosa sia successo, per fortuna una soluzione già è stata trovata: «In casi come questo - fa sapere Iren - abbiamo un protocollo ben preciso e preso atto della situazione il contratto è già stato cancellato senza nessuna conseguenza pratica per il signore. Siamo molto attenti alla formazione dei nostri rivenditori e collaboriamo costantemente con Federconsumatori e tutte le associazioni per garantire ai cittadini la massima affidabilità».

Nel caso specifico poi «stiamo attuando tutte le verifiche prima di accusare qualcuno di truffa. Ma se l'episodio sarà confermato prenderemo tutti i provvedimenti necessari a seconda del contesto e della situazione che verrà appurata».

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