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«Il trasloco? Bisogna prima imbiancare»

«Il trasloco? Bisogna prima imbiancare»

L’assessore Maramotti: «Sto stringendo i tempi per aprire l’ufficio entro il mese di novembre»

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REGGIO EMILIA. «L’impegno era quello di entrare prima della fine dell’anno, nei limiti della fattibilità. Io sto chiedendo che si proceda con maggior celerità». Prima l’imbiancatura, poi l’arredo, infine il trasloco. Lo aveva annunciato all’indomani della maxi-rissa di settembre, ma per vedere l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti, nel nuovo avamposto in zona stazione bisognerà aspettare ancora un mesetto. «Serve una ristrutturazione minima del locale, ma entro fine novembre vorrei essere lì».

Assessore, è trascorso un mese e mezzo dalla maxi-rissa. Cosa aspetta prima di “trasferirsi”?

«Il locale che abbiamo individuato in viale IV Novembre, dove c’era l’Amoreggio Point, lo abbiamo in affitto da terzi. Io ho chiesto di non dismettere il rapporto di affitto per creare un luogo di presenza stabile dell’amministrazione. Per un breve periodo, il locale non è stato usato. E ora bisognerà riadeguare le sue funzioni».

Insomma, avete pagato l’affitto senza usare il locale. Ma in sintesi adesso cosa manca?

«C’è bisogno di una ristrutturazione minima: tinteggiare le pareti, portare i mobili dal magazzino, riadeguare lo spazio in relazione a ciò che ci si vorrà fare, creando un vero luogo di aggregazione per il quartiere».

Si comincia con i murales. Crede che sia sufficiente?

«Per l’ordine pubblico sono titolate in primo luogo le forze dell’ordine e la municipale. Sullo spazio pubblico siamo invece titolati noi dell’amministrazione. Per questo interverremmo prima di tutto sul vandalismo grafico».

Vandalismo grafico oppure street art?

«Sto parlando del fatto che in stazione, ma non solo, ci sono diversi sfregi. Penso al muro perimetrale della scala che porta al parcheggio sotterraneo, al muro di cinta in via Eritrea. Hanno ridotto in maniera orrenda anche le fermate per l’autobus. Gli sfregi non producono offensività, ma producono bruttezza e degrado che concorrono nella percezione d’insicurezza, attraendo inoltre soggetti non proprio ortodossi. È un intervento per migliorare la qualità urbana».

Tutto qui?

«Sul contratto, abbiamo preso impegni anche sulla riqualificazione degli spazi, intesi come una ripavimentazione di piazzale Marconi e lavori sulla rotonda».

Anche questi lavori entro novembre?

«La ripavimentazione è più complicata. Dobbiamo discutere di un nodo logistico complesso. Ma tutto ciò che è stato preventivato nel contratto sarà realizzato. Non è che siamo convinti che con gli impegni presi risolveremo tutti i problemi. Il contratto ha una data e una durata. È uno strumento di comunicazione che può essere riproposto per conseguire obiettivi man mano diversi».

Crede si debbano già aggiungere nuove postille?

«I comitati hanno le loro motivazioni, che esprimono ora in maniera più forte ora in maniera più dialogica. Ma sono tutte persone dotate di buon senso. E sanno che l’amministrazione non può mettere in campo tutti gli interventi in un’unica soluzione. Ci sono limiti legati ai costi, alle risorse e ai tempi. Viviamo in una città fatta di 900 chilometri di strade, 172 mila abitanti e tanti quartieri. Ci sono anche altri luoghi vulnerabili».

Magari qualche evento può renderli meno vulnerabili. Su questo versante cosa si sta organizzando?

«L’incontro con i comitati servirà per capire come procedere. L’evento di agosto, sullo street food, non è destinato a restare isolato, anche se richiede un meteo favorevole. Viale IV Novembre ha un lungo fronte di portici e questo aiuta ad accogliere altri eventi di ristorazione, dove non necessariamente si deve consumare seduti. Sul food ci si può davvero sbizzarrire, animando contesti che cambiano l’immaginario collettivo della zona». (e.spa.)

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