«Per evitare i raggiri serve più informazione»
REGGIO EMILIA. I cittadini devono informarsi ed essere informati di più, e si deve cambiare il sistema con cui vengono pagati i venditori porta a porta. Questi secondo Federconsumatori sono i due...
REGGIO EMILIA. I cittadini devono informarsi ed essere informati di più, e si deve cambiare il sistema con cui vengono pagati i venditori porta a porta. Questi secondo Federconsumatori sono i due punti principali con cui si può sconfiggere, o quantomeno arginare in modo significativo, il fenomeno delle truffe ai cittadini da parte dei rivenditori.
«Il fenomeno nella provincia di Reggio è molto diffuso - spiega Giovanni Trisolini, presidente dell'associazione - di solito si tratta di ragazzi pagati solo a contratto sottoscritto, quindi per quante firme prendono». Per questo motivo «pur di sbarcare il lunario e di portare il pane a casa trovano le escamotage più fantasiose».
Che però spesso sfociano nel reato di truffa e, per questo, «non deve assolutamente essere una scusante la loro necessità di sopravvivere, ma solo una spiegazione del contesto. E capendo il contesto si possono trovare le soluzioni». Una di queste può essere «cambiare il modo in cui sono retribuiti i venditori porta a porta, che crea situazioni di criticità e innesca questi meccanismi truffaldini».
La seconda mossa è quella di informarsi bene su cosa si sta firmando e su cosa possono o non possono fare questi soggetti. «Per fare tutto ciò - continua Trisolini - siamo sempre disponibile e si può consultare la pagina Facebook "Sos truffe", realizzata in collaborazione con Cgil, Auser, i Poli territoriali del Comune di Reggio». Tutte le aziende principali si affidano a società esterne per ottenere nuovi clienti e sul territorio reggiano sono una ventina, da Iren a Era, quelle più attive.
Le categorie più deboli, quelle che vengono circuite più facilmente, sono quelle degli anziani e delle persone scarsamente informate e le segnalazioni arrivate a Federconsumatori sono circa un centinaio. «Devo dire però - conclude il presidente - che Iren su questo tema è fra le aziende più attente alla formazione dei sui rivenditori e ha anche sottoscritto con noi un protocollo di comportamento che prevede tutta una serie di limitazioni e regole per la tutela dei consumatori».
(l.g.)
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