Sfilano i clienti della 16enne Un benzinaio si era infatuato
BIBBIANO. Ieri mattina, sempre in tribunale a Reggio, il processo ha visto sfilare davanti alla Corte (presieduta da Francesco Caruso) i clienti della ragazzina (incontri poi confermati dalla stessa...
BIBBIANO. Ieri mattina, sempre in tribunale a Reggio, il processo ha visto sfilare davanti alla Corte (presieduta da Francesco Caruso) i clienti della ragazzina (incontri poi confermati dalla stessa nell’interrogatorio del pomeriggio tardo).
Squallore puro, racconti rivoltanti.
Rapporti a tre, persino un fidanzato voyeur che assiste agli atti omosessuali dell’allora compagna con la minorenne, le telefonate agli annunci (di un giornale gratuito e di un sito) per incontri con la ragazzina che si era pure data un “nome d’arte”, il listino-prezzi che lei diceva di avere, l’angolo vicino ad una chiesa come punto per andarla a prendere visto che la ragazzina si muoveva a piedi.
Rapporti sessuali consumati per lo più in case private, ma anche nel retrobottega di un negozio di telefonia.
E c’è pure un benzinaio che dice d’averci fatto un pensierino nel luglio 2012 su quella «ragazza carina, con cui ho avuto tre incontri, poi però ci ho ripensato e ho lasciato perdere».
Ha spiegato che non l’aveva pagata per i rapporti sessuali, ma che aveva messo mano al portafoglio davanti alle lamentele di quella che credeva una 18enne per la situazione familiare ed economica di grosse difficoltà che lei gli aveva esposto, con tanto di madre in ospedale da accudire anche la notte perché nessuno l’aiutava.
La madre malata di tumore o anche l’assenza dei genitori sono altre “spiegazioni” che i clienti ricordano pronunciate dalla ragazza durante gli incontri a luci rosse.(t.s.)
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