«Così Andrea me l’hanno ucciso due volte»
In lacrime la madre della vittima: «Non mi spiego una sentenza simile». La vedova: «Pena lieve»
CASTELNOVO MONTI. Le lacrime l’hanno come sciolta durante il processo, perché molti “passaggi” hanno ferita la mamma della vittima, specie quando si è toccato in aula il movente del delitto, cioè l’amore che l’assassino nutriva per sua nuora. Poi la mazzata della sentenza. Sembra ancora più piccola Luisa Rossi, fatica a parlare, ha dentro di sè un dolore lancinante.
«Sto malissimo – dice piangendo ai cronisti – mi aspettavo molto di più come pena. Così il mio Andrea me l’hanno ucciso un’altra volta. Non è possibile, è una cosa che non so spiegarmi. Di certo – conclude con un filo di voce prima di lasciare l’aula – mio figlio un delinquente così proprio non se lo meritava».
L’avvocatessa Angela Zannini lè è accanto. Come legale di parte civile ha rappresentato tutta la famiglia Germini (mamma, papà, i due fratelli sempre silenziosamente presenti in udienza). «Aspettiamo le motivazioni della sentenza – commenta l’avvocatessa di parte civile – comunque cercheremo di sollecitare la procura affinché impugni questa decisione».
Poche e frettolose parole dalla vedova (Marinella Campani) che se ne esce subito dall’aula accompagnata dall’avvocato di parte civile Gabriele Iori. «Sono dispiaciutissima – rimarca – mi aspettavo una condanna diversa, più pesante. Speriamo che la procura faccia appello». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
