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«Le armi? La spranga e un sasso volevo stare io con Marinella»

«Voglio raccontare tutto quello che è successo anche quello che non ho ancora detto. Una decina di giorni prima con la mia auto, prima che si rompesse, avevo individuato il posto. Poi la mia auto si...

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«Voglio raccontare tutto quello che è successo anche quello che non ho ancora detto. Una decina di giorni prima con la mia auto, prima che si rompesse, avevo individuato il posto.

Poi la mia auto si è rotta. Qualche giorno prima dell’omicidio con la macchina di Miriam (una cugina, ndr) ho portato sul posto un bastone di ferro di circa mezzo metro tipo tubo e della benzina con una bottiglia grande di acqua minerale.

Non sono mai andato sul luogo nè a piedi nè con lo zaino. Quello che hanno trovato in casa mia me lo aveva regalato Simona (una conoscente, ndr) e avrei dovuto spedirlo in Marocco insieme all’altra roba che era nel sacco. Quella mattina ho convinto io Andrea a portarmi in quel luogo dicendogli che dovevo andare a prendere il semiasse di ricambio della mia macchina.

Quando siamo arrivati ho chiesto di guidare la macchina e mi sono avvicinato al posto dove avevo nascosto il tubo e la benzina.

Ho colpito più volte Andrea con il tubo anche con una pietra. Andrea ha gridato più volte aiuto. Ho preso il telefono di Andrea che ho buttato. Il portafoglio è bruciato. Ho appiccato quindi fuoco al corpo usando carta e la benzina che avevo portato. Sono arrivati i carabinieri ed io sono scappato come ho già raccontato. Avevo pensato di ucciderlo perché volevo stare con Marinella (la moglie di Germini, ndr)».

Fettah Abdelkebir

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