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«Serve un vero park per le Bmx a Reggio Emilia»

di Leonardo Grilli
«Serve un vero park per le Bmx a Reggio Emilia»

Forum in Gazzetta con i ragazzi del ciclismo acrobatico: «Lo skate park Camposeo non è adatto al nostro sport, rampe troppo basse»

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REGGIO EMILIA. Non siamo dei vandali, siamo dei ragazzi che praticano uno sport e pretendiamo rispetto e degli spazi adeguati alle nostre esigenze. Questa è la richiesta di Gabriele Gobbi, Jan Balugari e Massimo Crotti, tre fra i ragazzi storici della Bmx reggiana. Tutti intorno ai 20 anni, tutti in sella da quando sono adolescenti, tutti accomunati da una sola passione: quella per il ciclismo acrobatico.

Purtroppo però non hanno le strutture adatte per esercitarsi in libertà: «L’unico posto dove possiamo andare - denuncia Gabriele - è lo skate park Cristian Camposeo ma, come dice il nome stesso, è stato pensato per un’altra disciplina. Non è fatto per la Bmx: le rampe sono troppo piccole, quando piove le pozzanghere durano per giorni interi ed è praticamente autogestito da noi». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12339436:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/27/fotogalleria/skate-park-a-reggio-emilia-i-bikers-chiedono-un-park-per-le-bmx-1.12339436]]

La Uisp infatti, a cui è affidata la gestione del parco, «lascia a noi la manutenzione della struttura, non permettendoci però di apportare le migliorie necessarie per renderlo adatto alle nostre esigenze. E poi non è esteticamente curato come gli altri poli sportivi, non contribuisce certo ad avvicinare le famiglie alla nostra disciplina». Attualmente il gruppo storico della Bmx reggiana, formato da una quarantina di ragazzi, è quindi costretto a esercitarsi per le strade della città.

«In genere - spiega Massimo - pratichiamo in piazza della Vittoria, dove il pavimento asciuga molto in fretta, al polo scolastico di via Makallè, a Cadelbosco o a Buco del Signore. Ma spesso siamo costretti ad andare a Bologna, dove esiste il campo da Bmx al coperto più vicino». Questo esibirsi nei luoghi pubblici però contribuisce a creare nell’opinione comune l’idea che questi ragazzi siano dei teppisti.

«È assolutamente un falso mito, solo chi non ci conosce può pensarla così. Noi non distruggiamo la cosa pubblica, non facciamo atti di vandalismo e non siamo pericolosi per la sicurezza degli altri cittadini. Sappiamo esattamente come ci si muove e non si sono mai verificati casi in cui abbiamo ferito accidentalmente qualcuno». Certo però questo riguarda il gruppo di più esperti, ma non i più piccoli che si avvicinano in modo amatoriale alla Bmx. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12339413:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-bikers-in-via-pansa-free-style-e-acrobazie-sul-tetto-di-una-cabina-elettrica/47536/47633]]

«Per quanto riguarda invece i più piccoli - continua Massimo - esercitarsi in strada ha più rischi e può capitare d farsi male anche seriamente». Per evitare tutto questo quindi, e coniugare la sicurezza dei ragazzi con le esigenze sportive, quello che servirebbe è un nuovo campo per la Bmx.

«Quello che chiediamo - concludono - è una struttura al coperto con ringhiere, muretti e rampe in legno. E più alte sono meglio è anche per i principianti, perché si riduce il rischio di infortuni. Una cosa del genere verrebbe a costare sui 70/80mila euro, nemmeno tanto». Per realizzarla però servirebbe uno sponsor che, al momento, sembra impossibile da trovare: «Nessuno è disposto qui da noi a investire nella Bmx, né la Uisp né tantomeno il Comune».

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