«I lupi fanno paura Occorre prendere dei provvedimenti»
Quattro Castella, Domenichini dell’Atc3 lancia l’allarme «A ottobre i boschi si riempiono di fungaioli e altra gente»
QUATTRO CASTELLA. «Ormai sui lupi c’è davvero molta paura, tanto allarmismo. Qualche provvedimento va preso, a partire dalla chiarezza sul tipo di animali di cui si parla: sono lupi o ibridi?»
Silvano Domenichini, presidente di ATC 3 Collina (l’ambito territoriale di caccia) ormai deve confrontarsi quotidianamente con la questione lupi, fra timori, avvistamenti, uccisioni di animali domestici. È stato fra i promotori di un incontro fra enti pubblici per parlare del ruolo sempre più forte del lupo nel contesto faunistico-ambientale reggiano, e non solo nel crinale.
La presenza del predatore è sempre più forte anche scendendo verso la città, l’incidente stradale di due giorni fa sulla variante di Puianello, con un lupo ucciso involontariamente da un’auto durante la notte, lo ha ricordato bene.
«Finché si parla di zone boschive, rurali, è un conto. Ma l’incidente di Puianello ha evidenziato che i lupi ormai stanno scendendo verso valle, senza grosso timore anche di avvicinarsi sempre più ai centri abitati. E così vanno in aree popolate, la paura aumenta sempre di più. E per fortuna, si fa per dire, che quest’anno c’erano pochi funghi. Ottobre è il mese in cui i boschi si riempiono di gente, e molte persone adesso hanno paura a farlo» – sottolinea – «I cacciatori, così come gli agricoltori, da tempo chiedono interventi di qualche tipo, e i casi recenti - fra cui una cagnetta da caccia sbranata da un branco nel carpinetano - hanno aumentato paure e richieste di reazioni».
Prima di tutto, però, «ci vorrebbe reale chiarezza sul tipo di animali su cui dobbiamo confrontarci. Ci è stato ripetuto che il lupo non attacca quasi mai l’uomo, ma in molti sostengono che questi siano ibridi fra lupi e cani selvatici, e le cose possono cambiare».
Anche perché il lupo è intoccabile, come specie protetta: «Se si tratta di lupi è inutile girarci intorno, non si possono abbattere e sono tutelati per legge, ci mancherebbe. Ma vorremmo davvero capire di cosa parliamo». E si pensa anche a qualche esperimento, con cacciatori «che vorrebbero creare un’area dove non andare a caccia per fare sì che i lupi ci vadano tranquilli. Così magari si potrebbe catturare qualche esemplare e avere le idee più chiare» – continua Domenichini. Di certo, ribadisce come referente di ATC – «così non si può andare avanti. Anche pochi giorni fa a Casina un predatore è entrato in un cortile e ha ucciso degli animali, i danni ci sono e ottenere i rimborsi è ancora più difficile che nelle altre circostanze».
Dall’inizio del 2015 gli avvistamenti di branchi di lupi (o di animali scambiabili per lupi, da ibridi a cani selvatici) sono sempre più numerosi, così come i casi di incursioni in allevamenti per mangiare pecore, galline e piccoli animali. Eventi per certi versi fisiologici, parlando di predatori. Aumentano di più i timori per gli attacchi e le presenze in pedecollina, anche in aree molto abitate.
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