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Fatture false, il commercialista interrogato per due ore

di Elisa Pederzoli
Fatture false, il commercialista interrogato per due ore

Reggio Emilia, Nardo parla della società cartiera: «Solo alcune prestazioni, non erano ancora miei clienti»

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REGGIO EMILIA. E’ durato oltre due ore l’interrogatorio di garanzia del commercialista Giuseppe Nardo. Il professionista è il solo tra i sei colpiti dall’ordinanza emessa dal gip nell’ambito dell’inchiesta della Squadra mobile di Reggio “House of cards” eseguita martedì scorso su un giro di fatture false che ieri, davanti al giudice per le indagini preliminare Antonella Pini Bentivoglio, ha voluto parlare. E nel tardo pomeriggio, dopo la richiesta degli avvocati difensori Luigi Colacino e Antonio Drogo, è arriva la revoca della misura dell’obbligo di firma.

Secondo gli investigatori, Nardo offriva la propria competenza professionale alla Full Trade intestata a Marco Carretti ma di fatto amministrata dai fratelli Enzo e Giovanni Macario con la collaborazione di Salvatore Cappa. Una società che secondo le indagini era stata creata al solo scopo di produrre fatture false. E Nardo, secondo le carte, «detiene la inequivocabile contabilità della società da cui emerge, senza possibilità di dubbio per qualunque professionista del settore, che la società altro non è che una cartiera».

Ma il professionista, difeso dall’avvocato Luigi Colacino, ha sostenuto che la società non è sua cliente. E il fatto che durante le perquisizioni nel suo studio di via Emilia all’Angelo 20 sia stata trovata documentazione, sarebbe dovuto al fatto che stava valutando la possibilità di seguirli.

Quello che ha contestato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta Giacomo Forte è che sarebbe stato proprio il professionista a suggerire il trasferimento della sede legale della società da Rho, in provincia di Milano, a Reggio Emilia. E lui avrebbe indicato la sede di via Mazzacurati.

A proposito di questa sede, Nardo avrebbe chiarito che si tratta di un immobile di proprietà di un parente. E di aver eseguito, attraverso la sua società di servizi, solo singole prestazioni alla Full Trade, come chiesto da Salvatore Cappa che lui conosceva da prima.

Il nome di Nardo era già venuto a galla all'epoca del sequestro dell'ingente patrimonio del 59enne Francesco Grande Aracri. Le sue prestazioni professionali vennero tracciate dagli investigatori nelle indagini in mano alla procura antimafia di Bologna: secondo quanto risulta, aveva seguito le società di Francesco Grande Aracri tra il 2001 e il 2008.

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