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Maxi rissa, stavolta passa il patteggiamento per tutti

di Elisa Pederzoli
Maxi rissa, stavolta passa il patteggiamento per tutti

Pene da un anno a 16 mesi per i nigeriani che misero a ferro e fuoco la stazione Dieci giorni fa il giudice aveva detto “no” a una sentenza ritenuta troppo mite

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REGGIO EMILIA. Questa volta nessun rinvio. La maxi rissa del 6 settembre è arrivata al suo epilogo giudiziario con l’ok al patteggiamento per i sette imputati: si va da un minimo di un anno a un massimo di 16 mesi, per chi doveva rispondere anche del possesso dell’arma impropria, un cacciavite.

A mettere una parola fine alla vicenda, ieri mattina, è stato il giudice Dario De Luca. Per tutti, la pena non è sospesa.

Il che significa che non appena il patteggiamento diverrà definitivo, i difensori dovranno mobilitarsi per chiedere una misura alternativa al carcere, come ad esempio l’affidamento in prova o piuttosto i domiciliari.

Nell’attesa, per tutti, resta valida la misura dell’obbligo di firma. Si tratta di Ehis Ughegele 29 anni, Nicholas Osagiede 31 anni, Best Owobu 24 anni, David Odovob 29 anni, Martins Bello 21 anni, Henry Adesotu Aghahowa 29 anni e Daniel Ehizokhale 37 anni difesi dagli avvocati Sabrina Tagliarchi, Sabrina Ori, Franchetta Guazzi e Alessandro Conti.

In sospeso resta solo la posizione di un’ottava persona: l’uomo che aveva riportato le conseguenze peggiori nella violenta rissa. E che, con ogni probabilità, arriverà anche lui a un patteggiamento.

Il 15 ottobre scorso a fermare tutto era stato il giudice Alessandra Cardarelli. La proposta di patteggiamento che era arrivata dai difensori a 8-12 mesi non era apparsa al magistrato una pena congrua per la gravità di quanto accaduto.

Lo ricordiamo: nel pomeriggio del 6 settembre scorso un gruppo di una trentina di persona si era affrontata tra piazza Tricolore e la zona della stazione. Una resa dei conti violentissima, con tanto di colpi di martello e cacciavite in pugno che aveva gettato nel panico chi si era trovato davanti a quella scena di violenza, con tanto di sangue e grida . Da parte delle forze dell’ordine c’era stata una mobilitazione straordinaria: carabinieri e polizia arrivati in forze anche dal vicino stadio, dove era in corso la partita della Reggiana, per bloccare quell’aggressione che avrebbe potuto finire molto peggio e mettere a repentaglio la sicurezza anche di chi non c’entrava niente. Le persone bloccate furono infine otto. Gli altri riuscirono a dileguarsi.

Per quell’episodio era stato convocato un comitato provinciale per la sicurezza urgente, da parte del prefetto. Ma aveva provocato reazioni negative la decisione della magistratura di liberare subito i coinvolti.

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