«Una superprovincia da Piacenza a Modena»
La proposta di Confindustria Piacenza, Unindustria Reggio e Unione parmense: «Creare un’area vasta che raggruppi territori omogenei da tutti i punti di vista»
REGGIO EMILIA. Una superprovincia da Piacenza a Modena. Le associazioni degli industriali si inseriscono nel dibattito in corso per la definizione degli ambiti territoriali delle cosiddette aree vaste con una loro proposta. Confindustria Piacenza, Unindustria Reggio e Unione parmense degli industriali hanno elaborato una posizione congiunta, avvalendosi del contributo della società Prometeia come consulente scientifico, e l’hanno formalizzata in un protocollo d’intesa. A fine luglio la Regione ha approvato una legge di riordino istituzionale che recepisce le linee guida della riforma Delrio. In questi mesi Regione e Province devono iniziare a delineare progetti di sperimentazione istituzionale di area vasta, indicando quali territori intendano accorparsi nell’esercizio di alcune funzioni.
L’obiettivo è quello di superare le Province e creare enti intermedi tra la Regione e i Comuni. In questi mesi si sono fatte diverse ipotesi sulla definzione degli ambiti territoriali. Molti hanno indicato una possibile soluzione nell’accorpamento tra Reggio e Modena da una parte e Parma e Piacenza dall’altra. Gli industriali pensano invece a una superprovincia molto più estesa. «L’area vasta così configurata - si legge in una nota - raggrupperebbe infatti territori tra loro omogenei dal punto di vista storico, culturale, sociale ed economico, e potrebbe esercitare in forma associata alcune delle funzioni (esecutive e di indirizzo) che la legge regionale assegna alle nuove Province, in particolare di pianificazione territoriale, infrastrutturale e ambientale, nel rispetto tuttavia dei livelli di autonomia riconosciuti dall’ordinamento costituzionale». Per Mauro Severi, presidente di Unindustria «l’area vasta Emilia rappresenta non solo un risposta alla necessità di razionalizzazione della spesa pubblica e di innovazione del rapporto tra comunità locali e istituzioni, ma è anche una premessa indispensabile per il riposizionamento competitivo delle nostre aziende nell’ambito dell’economia globale. Ragionare in ottica di area vasta permette infatti di superare le inerzie e le logiche conservative del vecchio sistema delle Province, garantendo da un lato rilevanti economie di scala e di specializzazione nella fornitura di servizi pubblici, e dall’altro un’importante capacità di interazione diretta con Città metropolitane come Bologna e Milano, o con Sistemi sovra-ordinati come la Regione, il Governo o l’Unione Europea».
«Con la sottoscrizione di questo protocollo - ha aggiunto il presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota - la nostra città si inserisce convintamente in un progetto di sviluppo ed interscambio che riconosce la necessità di superare, su temi critici, la dimensione provinciale. La dimensione sovraprovinciale, se correttamente definita, consentirà di organizzare anche servizi essenziali su dimensioni ottimali conseguendo non solo risparmi economici ma maggiore efficienza ed efficacia nell’erogazione degli stessi».
Alberto Figna, presidente dell’Upi, ha poi spiegato che la presa di posizione congiunta «esprime la volontà di contribuire a favorire scelte in grado di realizzare nuovi assetti amministrativi che siano aderenti alla storia, all’identità ed alle caratteristiche di sviluppo economico dei territori che hanno nell’asse della Via Emilia la loro spina dorsale».
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