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Anche 50 insegnanti reggiani sfilano contro la Buona scuola

Anche 50 insegnanti reggiani sfilano contro la Buona scuola

REGGIO EMILIA. C'erano anche una cinquantina di insegnanti reggiani alla manifestazione regionale della scuola che si è svolta ieri mattina a Bologna. Ad organizzare l'evento le sigle sindacali Flc-Cg...

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REGGIO EMILIA. C'erano anche una cinquantina di insegnanti reggiani alla manifestazione regionale della scuola che si è svolta ieri mattina a Bologna. Ad organizzare l'evento le sigle sindacali Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, con l'adesione di diverse associazioni. Tutti uniti quindi contro la riforma della Buona scuola del Governo Renzim con una partecipazione che la Cgil ha giudicato «buona, considerando che non era uno sciopero e poteva venire solo chi aveva il sabato libero». Il corteo è partito alle 9.30 davanti all'Ufficio scolastico regionale per sfilare fino a piazza Santo Stefano. Lì si sono svolti i comizi e a parlare contrariamente al solito sono stati i docenti stessi, che punto per punto hanno spiegato le loro critiche. Anzitutto la richiesta di rivedere l'impianto della legge 107/2015, che «mortifica il lavoro personale: è un dovere costituzionale rinnovare il contratto del personale scaduto da sette anni». Ma tutta la riforma andrebbe rivista, come spiega Elvira Meglioli della Flc-Cgil di Reggio Emilia: «Si passa da una base democratica basata sul confronto fra i collegi, a una fortemente autoritaria e gerarchica con un dirigente scolastico che detta le linee di indirizzo». In sostanza insomma la Buona scuola «non crea nulla di positivo e non da gli strumenti per risolvere le criticità come quelle delle classi numerose, dell'abbandono scolastico, della scarsa copertura del sostegno, delle pari opportunità. In questo modo non si può più fare scuola».

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