Gazzetta di Reggio

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«Lupo non pericoloso per l’uomo»

di Luca Tondelli
«Lupo non pericoloso per l’uomo»

Quattro Castella, il presidente del parco nazionale: «Più temibile il cinghiale»

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QUATTRO CASTELLA. «E’ chiaro che ora la zona collinare si trova di fronte ad un fenomeno che l’alto Appennino è già riuscito in qualche modo a gestire, ma quello che tengo a sottolineare è che, basandoci sui dati degli ultimi duecento anni, il lupo non è pericoloso per l’uomo. Lo sono molto di più, per citare un esempio, i cinghiali».

Ad intervenire rispetto alla vicenda del lupo investito e ucciso da un’auto sulla tangenziale di Puianello, alle porte del paese, è il presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Fausto Giovanelli, che punta l’attenzione in particolare su quella che è la percezione su questo antico predatore.

«Siamo chiaramente di fronte ad una presenza che per la fascia della collina rappresenta una relativa novità, visto che qui il lupo è presente con una certa costanza da meno anni che sul crinale. Il Parco in questi anni sul territorio di propria competenza ha portato avanti diversi progetti per mitigare la conflittualità tra la presenza del lupo ed attività umane come l’allevamento, ed ora anche il territorio collinare necessita di misure ed attenzione, perciò siamo ovviamente disponibili a discutere con tutti i soggetti interessati per azioni di prevenzione, protezione ed anche eventuale risarcimento di danni sulla scorta di quanto già fatto sul territorio del Parco».

«Sul pericolo della presenza del lupo per le persone – prosegue Fausto Giovanelli – mi rifaccio ai dati degli ultimi due secoli in Italia, che dicono che il lupo non rappresenta un pericolo per l’uomo. E’ ovvio che se ci fosse un evento che riscrive questi dati, a livello nazionale visto che oggi il lupo è presente dalle Alpi alla Sicilia, questa discussione riparte da zero; ma al momento dobbiamo dire che presenta maggiori rischi, per fare un esempio, la gestione del cinghiale».

Solo la scorsa estate, a causa di aggressioni da cinghiali, sono state registrate in Italia due vittime, e negli ultimi anni sono stati molti i ferimenti. Conclude Giovanelli: «Il Parco nazionale è tra l’altro capofila europeo nel nuovo progetto Life Mirco sul lupo, che riguarda interventi di studio ma anche di difesa dall’ibridazione. Il rischio dell’ibridazione è comunque legato all’inquinamento del patrimonio genetico del lupo, non a rischi maggiori per l’uomo in quanto un animale ibrido che cresce con i lupi assume il medesimo comportamento. Sulle iniziative di gestione del lupo siamo, lo ripeto, disponibili a discutere con tutti, se si tratta di discussione serie. Non intendiamo ricevere allarmismi che provengano da ambienti che siano prevenuti o interessati».

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