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Manghi ammicca agli industriali

 Manghi ammicca agli industriali

Il presidente della Provincia sulle Aree Vaste: «Bene il protocollo, ora si lavori a convenzioni fra enti»

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REGGIO EMILIA. «È arrivato il momento di lavorare con le altre Province attraverso convenzioni». Plaude al protocollo d’intesa stilato dalle associazioni emiliane di Confindustria. E mette in fila una serie di passaggi per non arrivare impreparati quando si approderà definitivamente al riordino territoriale.

Così il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, interviene sul dibattito sull’area vasta: un percorso ancora lungo, vincolato a stretto giro al referendum confermativo sulle riforme costituzionali, che presumibilmente fra un anno porterà alla modifica del titolo V.

«Non sempre in passato ci sono state congiunzioni fra la cosiddetta società civile e le istituzioni – afferma Manghi – per questo considero importante il passo fatto dall’associazione degli industriali, che ci vede pienamente d’accordo». Da Piacenza a Modena. È questa l’ipotesi su cui si puntano le istituzioni reggiane. Ed è su questa area vasta che, secondo il presidente della Provincia, bisogna cominciare a mettere insieme le forze: «In attesa che le riforme completino il loro iter – aggiunge Manghi – abbiamo davanti a noi almeno un anno di tempo che penso non debba essere sprecato, ma usato in maniera intelligente. Per questo ritengo che in questa fase di anticamera dovremmo cominciare a stringere accordi di gestione amministrativa con le altre Province, stipulando convenzioni».

L’argomento è stato al centro anche di un incontro con i rappresentati dell’Upi, l’Unione delle Provincie italiane, e il ministro Graziano Delrio, autore della legge che di fatto ha dato il via al superamento degli enti provinciali.

Sull’area vasta emiliana, tuttavia, sono almeno due i punti interrogativi. Da un lato le intenzioni di Modena, che finora si è dimostrata non convinta di un’unione sull’asse emiliano. Da un altro lato l’anomalia di Ferrara, a metà strada fra l’Emilia dell’entroterra e la Romagna del litorale.

«Io non prescindo da Modena, nessuna delle istituzioni reggiane lo fa. C’è un confronto aperto e finora è mancato un tavolo ufficiale nel quale Modena abbia detto la sua reale intenzione. Quanto a Ferrara, è una variabile sui cui gli stessi ferraresi dovranno decidere».

In questo scenario, sarebbero proprio le convenzione una delle chiavi per avvicinare i modenesi all’area vasta emiliana. «Con Modena abbiamo già un servizio parzialmente condiviso, a livello dirigenziale, con una nostra dirigente che una volta a settimana offre le sue competenze. Lo stesso può essere fatto anche per altri servizi. È un discorso che attiene sia alla razionalizzazione delle spese che alla qualificazione dei servizi erogati».

Un assetto che, secondo il presidente della Provincia, in questa fase dovrebbe andare di pari passo anche con un rafforzamento dell’ente: «La stessa legge Delrio stabilisce che le Province sono le case dei Comuni, svolgendo una sorta di cabina di regia anche per funzioni che non le appartengono – conclude Manghi – Bisogna far lavorare le Province a favore dei Comuni. Per questo la programmazione finanziaria della Legge di Stabilità in discussione deve garantire a questi enti una degna sopravvivenza». (e.spa.)

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