«Ora riqualifichiamo tutto viale Ariosto»
I residenti storici, ieri all’inaugurazione di Palazzo Agliati, chiedono anche la chiusura al traffico
REGGIO EMILIA. Tutti i residenti storici del quartiere di Porta Castello si sono ritrovati ieri per l’inaugurazione di palazzo Agliati Balsamo Sforza dopo i lavori di ristrutturazione. Presenti all’evento l’assessore alla rigenerazione urbana Alex Pratissoli, il curatore del restauro Paolo Bedogni, la proprietaria dell’edificio e committente Gigliola Zecchi Balsamo, Paola Ferretti del comitato Porta Castello e Nicky Murphy dell’Ati commercianti.
Il taglio del nastro, che ha ufficialmente restituito alla zona uno dei suoi palazzi più belli, ha un significato profondo e simbolico per il quartiere. «Bisogna che questo lavoro di restauro - spiega infatti Bedogni - promuova una nuova stagione laboratorio, anche in questi ambienti di riuso a budget insufficiente, riprendendo la sensibilità consolidata a Reggio Emilia». Quello che serve quindi, prosegue l’architetto, «è una visione unitaria del progetto, che orienti l’innovazione della smart city».
Che tradotto vuol dire “non fermiamoci qui, ma cambiano l’intero quartiere”. E infatti i successivi interventi, che verranno probabilmente completati entro la prossima settimana, cominciano dall’edificio immediatamente adiacente: palazzo Spalletti, ex sede della Democrazia Cristiana.
Ma il comitato non si ferma qui, e anzi arriva a chiedere la totale chiusura al traffico di viale Ariosto: «Alcuni negozi sono chiusi - spiega la Ferretti - e il traffico delle auto ha fatto di questa strada una zona di passaggio. Anche se siamo a due passi da piazza Fontanesi. Una totale pedonalizzazione invece riporterebbe la gente a fermarsi di più, riattivando l’economia di Porta Castello». Obiettivo che però rimarrà probabilmente solo una speranza, in quanto chiudere viale Ariosto vorrebbe dire impedire l’accesso a viale Garibaldi, e quindi a una buona porzione del centro storico.(l.g.)
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