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Scatta il video-antifurto e fa arrestare le baby ladre

Scatta il video-antifurto e fa arrestare le baby ladre

Il furto in casa fallisce grazie al sistema di allarme collegato alla telecamera Le immagini arrivano sul cellulare del padrone di casa che chiama la polizia

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REGGIO EMILIA. Quando le ladre hanno fatto irruzione in casa, manomettendo la serratura, non si sono accorte che un sofisticato sistema di allarme che fa scattare l'accensione di una telecamera interna è entrato in azione. E non immaginavano che, mentre rovistavano in cassetti e armadi a caccia di preziosi, venissero riprese e che le immagini venissero trasmesse in diretta direttamente sul telefonino del padrone di casa.

E’ una tecnologia sofisticata, ma efficacissima quella che è scattata ieri verso mezzogiorno in un'abitazione di via Montello, zona via Emilia all'Angelo. Le due ragazze, infatti, sono state arrestate.

Quando il padrone di casa, un uomo di nazionalità cinese, è stato avvisato dal suo cellulare che in casa qualcosa non andava e ha visto le sagome di due persone nella sua abitazioni, infatti, non ha perso tempo. Ha subito chiamato la polizia comunicando loro quello che stava succedendo.

Per sua fortuna, una pattuglia della Squadra mobile impegnata in un servizio si trovava poco lontana dal quartiere. E così dalla centrale operativa è stata immediatamente dirottottata sul posto.

Quando gli agenti sono arrivati in via Montello, hanno incrociato le due giovani proprio mentre scendevano le scale e se ne stavano andando, dopo aver messo a segno il colpo.

Le hanno subito fermate e per loro è scattata la perquisizione: nelle loro borse sono stati trovati denaro e monili in oro che erano stati appena rubati dalla casa.

Inoltre, una di loro aveva in tasca anche un giravite e ancora il nodulino della serratura appena svitato; la complice tessere di plastica di quelle che servono per far scattare le serrature blindate.

Sono state accompagnate in questura dove è arrivata la conferma circa la giovane età delle due: si tratta infatti di due 16enni, entrambe di nazionalità croata, che non risultano avere una residenza in Italia. Sono nomadi secondo quanto accertato dagli investigatori, già con precedenti specifici sulle spalle.

Per loro è scattato l’arresto in flagranza di reato.

Sono state quindi accompagnate nel carcere per minorenni di Bologna. Ora, toccherà al tribunale dei minori far partire l’iter giudiziario che le vede protagoniste.

La refurtiva, intanto, è stata riconsegnata ai legittimi proprietari. (el.pe)

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