Greta lascia l'ospedale e torna a casa dopo il tragico schianto
Cadelbosco Sopra, l'incidente ha causato la morte del suo fidanzato e la perdita del bimbo che portava in grembo, ormai prossimo alla nascita. Ora sta meglio e risponde alle amiche su Facebook
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CADELBOSCO SOPRA. Greta Bedogni è tornata a casa. A distanza di dieci giorni dall’incidente avvenuto sulla statale 63 all’altezza di Zurco, la giovane che viaggiava a fianco del fidanzato Kevin Brizzi, è stata dimessa e da qualche giorno ha fatto ritorno a casa.
Qui, attorniata dall’affetto dei familiari, cercherà di superare il trauma derivato da quel tremendo episodio, nel quale la studentessa 19enne ha perso non soltanto il compagno, ma anche il figlioletto che portava in grembo e che avrebbe dovuto nascere fra pochissime settimane. A seguito dei traumi riportati, infatti, i medici non sono stati in grado di salvare il nascituro, che avrebbe dovuto chiamarsi Demon.
La giovane, nel corso della sua degenza, è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Santa Maria Nuova di Reggio e a poche ore di distanza dallo schianto è stata operata d’urgenza. In quei giorni convulsi Greta è stata anche trasferita al Maggiore di Parma, per poi ritornare a Reggio, dove è rimasta per un’altra settimana. In questo periodo la ragazza è stata inoltre supportata da uno psicologo, per cercare di approcciare l’accaduto nel modo meno traumatico possibile, ed ha ricominciato a rispondere alla sue amiche su Facebook.
La notizia del suo rientro a casa è arrivata a Cadelbosco, dove amici e conoscenti hanno tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere che Greta è riuscita a superare almeno le conseguenze fisiche dell’incidente avvenuto il 13 ottobre scorso. E anche su Facebook la ragazza continua a ricevere messaggi di incoraggiamento e vicinanza, ai quali, negli ultimi giorni, lei stessa ha risposto e commentato, seppur in maniera concisa.
«Sapevo che eri forte e che ce l’avresti fatta», recita quello più recente, accompagnato da altri che esprimono solidarietà alla giovane, con la promessa di starle accanto e di andarla a trovare presto.
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio all’altezza di Zurco. La Fiat Punto guidata da Kevin Brizzi stava viaggiando in direzione di Reggio quando, improvvisamente, ha invaso la corsia opposta sulla quale stava sopraggiungendo una macchina con a bordo una donna e i suoi tre figli. L’impatto è stato devastante: Brizzi, che aveva solo vent’anni, è morto sul colpo, mentre la fidanzata è stata portata d'urgenza in ambulanza a Reggio. Meno gravi, invece, le condizioni degli occupanti dell’altro veicolo.
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