Redditi aumentati? Le tasse in più
Cavalletti: «Dipendenti e pensionati spremuti da un fisco ingiusto»
REGGIO EMILIA. Aumenta il reddito medio dei reggiani. Accanto a questo però aumenta anche il divario sociale, come spiega Loris Cavalletti, segretario Fnp (Federazione nazionale pensionati) Cisl Emilia Romagna: «La pressione fiscale negli ultimi quarant’anni è più che raddoppiata sui redditi più bassi (15.000 euro), è aumentata del 92% su quelli di 30.000 euro e del 65% per quelli pari a 50.000». «Fino a 70.000 euro di reddito - prosegue - agisce un sistema di detrazioni che attenua l’effetto delle aliquote in vigore, soprattutto sugli scaglioni più bassi, tuttavia il dato di iniquità dell’attuale struttura Irpef resta evidente. La pressione è aumentata ovviamente anche sui redditi medio/alti, ma in misura nettamente più bassa. Per un contribuente da 500.000 euro di reddito l’aumento della pressione fiscale risulta essere cresciuta solo del 3% in 40 anni». «Questo - entra nel merito Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale - è successo perché nelle fasce di reddito sino ai 30 mila euro sono ricompresi la maggior parte dei contribuenti italiani. Dunque, quello dei redditi medio/bassi è un bacino formato da circa 40 milioni di contribuenti che è stato utilizzato e spremuto per assicurare un alto volume di gettito fiscale alle casse dello Stato. A Reggio e Modena dove il reddito medio pro capite di 20.800 euro questo ha causato nuove sacche di povertà: una denuncia per noi vecchia di almeno 7 anni». Se nel 1990 il gettito fiscale era garantito dai lavoratori dipendenti e pensionati per il 70,7%, nel 2014 questa quota è salita al 80%. Le imposte dirette gravavano su pensionati e dipendenti per il 42,7% del gettito nel 1990: oggi è salita al 57,7%. Le imposte totali sono passate dal 23,3 al 30,9%.
Per correggere queste ingiustizie la Cisl ha raccolto centinaia di migliaia di firme a sostegno di un progetto di legge di iniziativa popolare che è stato depositato alla Corte Costituzionale. Il costo dell’operazionerazione, 30 miliardi di euro, secondo i calcoli della Cisl nazionale sarebbe colmabile attraverso una patrimoniale (dal valore 7-8 miliardi), con il recupero dell’evasione fiscale (circa 14 miliardi) e con una manovra (dal valore di circa 8-9 miliardi).
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