Ruba 1.500 euro sull’auto dell’ex compagno di scuola
Scandiano: l’episodio era accaduto nel maggio 2013. L’amico lo aveva sorpreso durante il furto di contanti e riconosciuto. Ora la condanna a 14 mesi e l’arresto
SCANDIANO. Uno ladro d’auto, l’altro vittima di un furto di 1.500 euro. Un modo decisamente originale e non particolarmente simpatico, quello che ha portato due 34enni a ritrovarsi l’uno di fronte all’altro a Casalgrande, oltre due anni fa.
La storia si è conclusa ora con una condanna definitiva per lo scandianese Giovanni Lembo, arrestato venerdì dai carabinieri chiamati a dare esecutività all’ordine di carcerazione deciso dal tribunale reggiano. L’inizio risale al maggio 2013, nel centro di Casalgrande, quando Lembo, nato nel Salernitano e trasferitosi nel Reggiano adolescente, prova a rubare dentro un’automobile parcheggiata in strada.
Dopo aver forzato la serratura, entra nell’abitacolo e ha, dal suo punto di vista, un notevole colpo di fortuna: nell’auto ci sono oltre 1.500 euro in contanti che il proprietario – un agente di commercio – si era scordato nel mezzo senza portarli con sé. La fortuna finisce subito perché lo stesso agente di commercio, affacciatosi alla finestra della casa dove era entrato, vede la scena e scende in strada per bloccare il ladro. Quando si trova vicino al topo d’auto, lo riconosce: è Giovanni Lembo, con cui aveva fatto diversi anni di scuola insieme.
Prova quindi a convincere il ladro a fermarsi e a ridargli i soldi, appellandosi alla vecchia amicizia, ma inutilmente. Lembo prova a scappare e nella fuga perde la busta che contiene i 1.500 euro in contanti, riuscendo comunque a far perdere momentaneamente le proprie tracce.
Solo per poco, perché il derubato chiaramente è in grado di fornire le generalità del ladro ai carabinieri subito avvisati, e quindi l’allora 32enne Lembo viene identificato e denunciato a piede libero per furto aggravato.
Si arriva al processo che, viste le prove e la dinamica dell’accaduto, si conclude senza sorpresa con la condanna dello stesso Lembo a un anno e due mesi di reclusione. Nei giorni scorsi la condanna diventa esecutiva, e quindi l’ufficio esecuzioni penali della procura di Reggio Emilia emette un ordine di esecuzione per la carcerazione. Il provvedimento viene trasmesso ai carabinieri della tenenza di Scandiano, perché nel frattempo Lembo si è trasferito nel territorio scandianese, e i militari si mettono in cerca dell’oggi 34enne, trovandolo nella propria casa.
Lì lo arrestano e lo portano al carcere di Reggio Emilia di via Settembrini, dove dovrà trascorrere in reclusione i prossimi quattordici mesi.
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