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Coopsette deve difendersi c’è un’istanza di fallimento

Coopsette deve difendersi c’è un’istanza di fallimento

Dopo lo stop del concordato arriva in giudizio la causa proposta da un fornitore Corsa contro il tempo per la nomina ministeriale del commissario liquidatore

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CASTELNOVO SOTTO. Sono tutti formalmente al lavoro i 400 dipendenti di Coopsette. Si sono recati ai propri posti nel lunedì più nero della storia della cooperativa, che ieri ha mancato l’obiettivo principale: come annunciato, infatti, il concordato preventivo non è stato presentato nell’ultimo giorno utile.

Ora si apre un pericoloso bivio davanti alla cooperativa di costruzioni di Castelnovo Sotto. La prima strada, quella che assicura più chance di salvare le attività tramite cessioni e di preservare più posti di lavoro possibile, è l’attivazione della liquidazione coatta amministrativa, già inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, che dovrà nominare un commissario tra i tre nominativi proposti dalla Legacoop.

L’altra strada, la più terribile, riguarda il fallimento della coop su istanza di terzi. Persa l’efficacia del concordato, Coopsette ha già un’udienza tra una settimana a causa di un’istanza di fallimento presentata da un fornitore, creditore da lungo tempo e che non intende più aspettare. Una questione sorta in passato ma che torna ora cruciale, e che se accolta farà crollare ogni speranza di poter tentare di salvare il salvabile.

Quindi, se passerà la procedura di liquidazione ministeriale, il patrimonio della coop non sarà aggredibile da parte di terzi e a governare la vendita sarà un commissario al quale non saranno posti termini di tempo (come accade oggi per la crisi della Cesi di Imola). Se tutta l’operazione crollerà invece verso il fallimento, il tribunale metterà al primo posto il favore dei creditori, che dovranno essere ristorati al meglio e nel minor tempo possibile, lasciando in secondo piano il futuro industriale e l’occupazione.

Sempre ieri la dirigenza della coop ha incontrato i sindacati. «Hanno confermato ufficialmente che il cda ha preso atto dell’impossibilità di presentare un piano in continuità - ha detto Rudi Zaniboni della Fillea Cgil - Ma ad oggi nessuno è condizione di dire quale sarà l’esito di questa liquidazione».

Domani in Regione si svolgerà il tavolo con l’assessore Palma Costi, Legacoop, i sindacati e Coopsette. In quella occasione si discuterà anche degli ammortizzatori. «Con uno scenario liquidatorio - dice Zaniboni - gli ammortizzatori a disposizione sono di un anno e dunque ridotti ad altri percorsi, dove si poteva arrivare fino a tre anni». (e.l.t./j.d.p.)

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