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Emergenza sanità

«Fuori dalle scuole i bambini non vaccinati»

«Fuori dalle scuole i bambini non vaccinati»

Una mozione Pd chiede al Comune di intervenire: la soglia del 95% non è simbolica

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REGGIO EMILIA. Il 5 ottobre è uscita una nota dell’Istituto superiore di sanità che ha lanciato l’allarme sulla questione vaccini: il tasso di vaccinazioni è infatti sceso sotto gli obiettivi minimi previsti dal precedente piano del ministero. Così, vista la gravità e l’importanza dell’argomento, il Pd reggiano ha deciso di presentare al Comune una mozione per sollecitarlo a prendere provvedimenti.

Firmatari Dario De Lucia, Lanfranco De Franco, Andrea Capelli, Maura Manghi, Teresa Rivetti, Christian Vergalli, Mariachiara Morelli, Claudia Dana Aguzzoli e Angelo Cigarini. «In un solo anno tra il 2013 e il 2014 - si legge nel testo della mozione - la nostra regione è scesa progressivamente sotto la soglia di guardia del 95% di bambini vaccinati nelle malattie più gravi». E non si tratta di una soglia simbolica, alcune malattie quando si supera il 5% di non vaccinati tornano ad essere effettivamente pericolose. Ad esempio «la difterite è passata dal 96% di copertura al 94,49%, la pertosse dal 95,78% al 94,44%, l’antipoliomelite dal 96,10% al 94,8%».

E questa situazione «tende progressivamente a peggiorare - continuano i consiglieri - e rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo. Scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che si verifichino epidemie importanti di malattie per anni cancellate».

Per questo la mozione chiede alla Giunta di «farsi portavoce in Regione Emilia-Romagna per rivedere la delibera dell’11 novembre 2013 n°1 1600» e reintrodurre l’obbligo vaccinale in età pediatrica. Le vaccinazioni infatti, «per la loro provata importanza nella profilassi delle malattie e delle epidemia, non possono essere materia facoltativa di scelta sanitaria». Il Comune inoltre dovrà impegnarsi «in nuove azioni, visti i dati presentati, per evitare che nei servizi per l’infanzia a gestione comunale aumentino i bambini non vaccinati, valutando anche se esistono i presupposti giuridici per porre una limitazione all’accesso, in una logica di tutela della salute pubblica».

Sempre per gli asili si dovrà inoltre prevedere «con l’Istituzione nidi e scuole d’infanzia una stretta collaborazione con l’Ausl per momenti di informazione ai genitori».

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