Gazzetta di Reggio

Reggio

Oltre 30 specie di animali nella siepe di Giuliano Lusetti

Elisa Pederzoli
Oltre 30 specie di animali nella siepe di Giuliano Lusetti

Il geometra di Villa Aiola in 40 anni ha recuperato l’antico filare di piante. Oggi è un microcosmo naturale straordinario popolato da uccelli e mammiferi

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECCHIO EMILIA (REGGIO EMILIA). La sua è una vera e propria operazione di recupero. Delle nostre origini, delle radici della nostra tradizione che non è solo parola ma ha anche segni tangibili nel paesaggio, quello delle nostre campagne. Ma è anche una iniziativa preziosissima di riassetto dell’ambiente e dell’equilibro ecologico delle nostre campagne. Giuliano Lusetti - geometra in pensione, 74 anni, una passione fiera per il Parmigiano Reggiano e per tutto ciò che è Emilia - lo sa bene quando ci mostra la sua siepe, nel suo podere a Villa Aiola di Montecchio. 
 
No, non dobbiamo pensare a quelle, ordinate e geometriche, che ornano parchi e giardini. Parliamo di siepi di campagna, filari di olmi e arbusti tipici del nostro territorio che delimitano i confini degli appezzamenti e spesso costeggiano dei corsi d’acqua. «Il nostro territorio agricolo era costituito da filari di olmi e siepi, che in parte si sono persi nel tempo, e purtroppo si fa poco per recuperarle. Qui c’è un corso d’acqua che è sempre esistito, derivazione del canale d’Enza, principale fonte di irrigazione per i prati del Parmigiano Reggiano. Sono partito 40 anni fa quando c’erano solo cinque o sei piante: quattro o cinque rubinie e noci. Mi faceva tristezza. Una domenica sono partito con la mia “vanghetta” e sono andato in una delle ultime grosse siepi che ci sono verso Cavriago. Ho preso una ventina di arbusti e li ho piantati qui».
 
Il resto lo ha fatto la natura, il passare delle stagioni, gli uccelli che hanno spostato e portato semi. E la cura di Lusetti, che ha sempre tenuto a quel suo progetto. 
 
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12340541:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/27/fotogalleria/la-siepe-di-campagna-salvata-a-villa-aiola-1.12340541]]
 
Il risultato, oggi, è straordinario. «Ci sono 35 specie arboree, su una costa di 300 metri. Un punto di riferimento per una trentina di uccelli, tra migratori e stanziali. I più rari: capinere, usignoli e tanti altri» racconta fiero. Ma qui si fermano anche rapaci notturni, come civette, barbagianni, gheppi. E ci sono i mammiferi. «Anche il capriolo: una volta qui c’era nascosta una femmina con un piccolo nato da poche ore». 
 
E’ un piccolo mondo antico, quello ricreato da Lusetti. Un prezioso microcosmo animale e vegetale, che è diventato di fatto un riferimento per i migratori e per tanti animali selvatici. Ma è anche una vera e propria aula cielo aperto per tanti piccoli alunni delle scuole che spesso lo vengono a trovare per imparare dai ritmi lenti della natura.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google