Acqua pubblica, il comitato raccoglie 744 firme
Depositata la petizione popolare in cui si chiede ai sindaci di prendere posizione sullo scorporo del servizio idrico da Iren. Il quorum era di adesioni
REGGIO EMILIA. Sono 744 le firme raccolte dal Comitato per l'acqua pubblica di Reggio Emilia e depositate in municipio, a sostegno della mozione popolare per lo scorporo del servizio idirico da Iren. Superato quindi in due giorni, a partire dal "Firma Day" di sabato, il quorum minimo di 300 firme, necessario per presentare la mozione in consiglio comunale.
Ma la petizione non si ferma e, assicura il comitato, continuerà anche nei prossimi giorni. I tempi per la discussione del documento in sala del Tricolore non sono larghissimi: entro il 31 dicembre i sindaci reggiani devono infatti comunicare alla Regione la modalità scelta per l'affidamento del servizio (gara, gestione in house, o società mista, che però non è contemplata da una recente delibera di Atersir).
Per questi motivi i cittadini spingono per il dibattito almeno entro la metà di dicembre, potendo contare nel pressing sull'appoggio del M5S. La mozione invita i sindaci a chiarire definitivamente la loro posizione sul tema dell'acqua pubblica, a partire dalle obiezioni mosse allo studio di fattibilità della società Agenia, ma mai formalizzate.
Francesco Fantuzzi, esponente dei referendari, interviene inoltre sul mancato sostegno di alcuni consiglieri regionali ad una risoluzione sul tema della ripubblicizzazione discussa in Assemblea legislativa. Tra quanti hanno fatto un passo indietro anche la reggiana Silvia Prodi, su cui Fantuzzi afferma: «Non posso che essere rammaricato anche perchè Silvia, che conosco personalmente e stimo, aveva espresso una posizione forte in favore dell'acqua pubblica. Non so cosa sia successo, spero voglia spiegarlo. Da lei mi aspetto una posizione forte, coerente non solo con la sua esperienza politica, ma anche di vita».
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