Il tempo stringe, si spera nel commissario
Lacrime e rassegnazione all’assemblea dei soci, oggi i lavoratori in Regione per un accordo sugli ammortizzatori sociali
CASTELNOVO SOTTO. Un clima di mesta rassegnazione, dove qualcuno ha pianto, altri hanno chiesto chiarimenti sugli scenari futuri e praticamente nessuno ha sollevato critiche nei confronti della dirigenza.
Ieri mattina quasi 500 tra lavoratori, soci e sovventori di Coopsette si sono riuniti in assemblea a Poviglio al centro Kaleidos, dove il presidente Fabrizio Davoli ha fatto il punto sulla drammatica situazione.
Era lecito attendersi un clima teso e persino possibili esplosioni di rabbia: in fin dei conti in gioco c’è il futuro di centinaia di lavoratori e risparmiatori.
Ma nulla di tutto ciò si è visto, tanto meno una resa dei conti. «La cooperativa chiude ma con grande dignità», ha detto al termine dell’assemblea Ottavio Casamatti, coordinatore del comitato dei pensionati sovventori.
Una dichiarazione molto misurata, se si pensa che in ballo di ci sono una decina di milioni di euro di investimenti di varia natura, tra prestito sociale, azioni di sovvenzione e anche un’obbligazione emessa tramite una finanziaria.
CORSA CONTRO IL TEMPO. Il presidente Davoli ha illustrato all’assemblea i prossimi passi che dovrebbero condurre alla liquidazione coatta amministrativa.
I contatti con il ministero sono già stati presi e si auspica una decisione nei prossimi giorni. Di tempo a disposizione però non ce n’è molto perché martedì prossimo in tribunale ci sarà l’udienza dove si discuterà l’istanza di fallimento presentata da un creditore di lunga data. Solo la nomina di un commissario metterebbe dunque la cooperativa al riparo dal fallimento, scenario che tutti dicono di voler evitare, e consentirebbe di proseguire le operazioni per la cessione di rami d’azienda ad aziende interessate a rilevarle. Nel frattempo i lavoratori di Coopsette continueranno a recarsi al lavoro, per tutelare il patrimonio e il valore della cooperativa. Con quale stato d’animo è facile immaginarselo.
DELEGAZIONE IN LEGACOOP. Al termine dell’assemblea di ieri mattina una sessantina di soci, che si sono costituiti in comitato, si sono recati a Reggio davanti alla sede di Legacoop Emilia Ovest e una delegazione è stata ricevuta dal presidente Andrea Volta.
«Abbiamo voluto sensibilizzare Legacoop in vista dell’incontro in Regione - dice il delegato sindacale della Fillea Roberto Erta - affinché si lavori per salvare quanti più posti di lavoro. Il presidente Volta ha detto che si sta adoperando con tutti i mezzi a disposizione e ha fatto tutte le telefonate che poteva fare a Roma, compresa quella al presidente Lusetti, per auspicare la nomina del liquidatore in tempi rapidi».
OGGI IN REGIONE. Oggi tre pullman carichi di soci partiranno per Bologna, dove alle 14 nella sede della Regione si riunirà il tavolo di crisi convocato dall’assessore Palma Costi.
Saranno presenti i rappresentanti sindacali della Fillea Cgil, Legacoop, il presidente Fabrizio Davoli e una delegazione di lavoratori chiederà di sedere al tavolo. Si parlerà, tra le altre cose, degli ammortizzatori a disposizione per gli esuberi che a questo punto si presume non saranno pochi. La speranza dei lavoratori è che sia anche un’occasione per aumentare l’attenzione sul dramma di Coopsette, che secondo alcuni è rimasto ancora troppo nell’ombra. Ne è convinto anche Loris Marconi, sindaco di Castelnovo Sotto negli anni ’80, ora in mobilità dopo una vita di lavoro nella cooperativa.
«Siamo avvolti in una nuvola di anestetico che faccio fatica a comprendere. Sono a rischio centinaia di posti di lavoro e negli ultimi tempi è tutto il sistema cooperativo che è stato messo in discussione. Eppure sembra che non interessi più di tanto a nessuno».
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