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La Regione stanzia i primi 14 milioni per il progetto Mire

La Regione stanzia i primi 14 milioni per il progetto Mire

Il finanziamento permette di avviare i lavori del padiglione Per tutto il territorio regionale concessi 65 milioni di euro

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REGGIO EMILIA. Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, in particolare per l’area materno infantile per le Aziende del Servizio Sanitario regionale. E di questi fondi 14 milioni andranno per la realizzazione del Mire, il padiglione Maternità Infanzia Reggio Emilia. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea legislativa, è stato presentato ieri in conferenza stampa dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi.

L’obiettivo del Mire, che in futuro riceverà ulteriori finanziamenti necessari per completare l’opera, è quello di fornire una risposta assistenziale moderna alla domanda di tutela della salute della donna, della coppia, del neonato e del bambino, nel rispetto dei diversi contesti culturali, sociali, educativi. Il Mire, ponendosi come struttura di riferimento per la provincia con competenze specifiche e di elevato contenuto specialistico, garantirà risposte efficaci e appropriate in ambienti con standard elevati di comfort alberghiero e sempre maggiori garanzie per la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori.

«Questi 65 milioni - ha spiegato Bonaccini - sono direttamente investiti sulle strutture ospedaliere che hanno bisogno di ammodernamento, con l’idea di consentire ai professionisti e ai pazienti di stare in strutture all’altezza della qualità della sanità che questa regione ha sempre avuto». A breve poi verranno investiti «altri 80 milioni di euro per interventi ulteriori, andando ad agire dove è necessario».

Delle risorse complessive, quasi 40 milioni di euro provengono dal cosiddetto payback del 2013, un meccanismo attraverso il quale i produttori dei farmaci restituiscono le somme che superano il tetto della spesa complessiva, mentre altri 26 milioni si sono resi disponibili da fondi regionali.

Soddisfatta per questa decisione Roberta Mori, consigliere regionale e promotrice del progetto sin dalla scorsa legislatura: «Questo finanziamento va considerato come un segno di attenzione concreta sull’intero sistema locale e dei servizi di nascita, che vanno rafforzati in una logica di rete e accessibilità».

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