'Ndrangheta, le fiamme gialle sequestrano villetta e due garage
Sono di un imputato dell'inchiesta Aemilia: il 43enne è ritenuto soggetto pericoloso e dedito a usura ed evasione fiscale
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REGGIO EMILIA. La Guardia di finanza, nucleo polizia polizia tributaria, ha posto sotto sequestro beni immobili e disponibilità finanziarie riconducibili G.F.V. 43enne originario di Cutro e residente in provincia di Reggio Emilia: si tratta di una villetta e due garage del valore di circa 360.000 mila euro.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Reggio Emilia su proposta del sostituto procuratore Giacomo Forte nei confronti dell'uomo e della sua famiglia all’esito delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle, che hanno evidenziato come lo stesso "dedito abitualmente all’evasione fiscale e all’usura", riconosciuto “socialmente pericoloso” viva abitualmente, anche in parte, con i relativi proventi.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Reggio Emilia su proposta del sostituto procuratore Giacomo Forte nei confronti dell'uomo e della sua famiglia all’esito delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle, che hanno evidenziato come lo stesso "dedito abitualmente all’evasione fiscale e all’usura", riconosciuto “socialmente pericoloso” viva abitualmente, anche in parte, con i relativi proventi.
L'uomo era già stato arrestato dalla Finanza per usura: il relativo processo si era concluso nel maggio 2011 con la condanna a due anni di reclusione e 3.400 euro di multa; è stato denunciato per emissione di fatture false e per evasione fiscale quale titolare di un’azienda operante nel settore dell’edilizia, in quanto aveva omesso di presentare le dichiarazioni annuali relative all’imposte sui redditi e all’Iva, inoltre, è coinvolto
nell’operazione Aemilia ed è stato destinatario di un provvedimento restrittivo della libertà personale.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire che il 43enne non ha mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi. E lui e la moglie, separata ma convivente, presentano una ingiustificata sproporzione fra l’incremento patrimoniale ed i redditi dichiarati: ci sarebbe sperequazione degli stessi redditi con il tenore di vita tenuto dall’intero nucleo familiare. Infatti, l’entità dei pagamenti delle rate di mutuo ipotecario e dei canoni leasing sostenuti per la locazione finanziaria di autovetture di grossa cilindrata, era di gran lunga superiore ai redditi dichiarati.
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