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Processo Aemilia, la Regione: "Per l'aula bunker a Reggio Emilia deve pensarci il ministero"

Processo Aemilia, la Regione: "Per l'aula bunker a Reggio Emilia deve pensarci il ministero"

Il presidente Bonaccini e l'assessore alla Legalità Mezzetti si defilano per le spese necessarie per il dibattimento: "Abbiamo speso 800 mila euro per l'udienza preliminare, ma non voglio che ora tutti i tribunali chiedano soldi alla Regione"

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BOLOGNA. La Regione ha speso quasi 800.000 euro per garantire che l'udienza preliminare del maxi-processo Aemilia si tenesse a Bologna, ma è il ministero della Giustizia che d'ora in poi dovrà sostenere in primis le spese. Lo dice l'assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti, mandando un segnale preciso a Roma in questo senso, nel giorno in cui prende il via l'udienza preliminare nell'aula bunker allestita alla Fiera di Bologna. Dopo l'udienza preliminare, il dibattimento si dovrebbe spostare a Reggio Emilia, visti i probabili patteggiamenti e giudizi abbreviati, ma se il numero degli imputati (242 in totale) dovesse restare alto servirà anche a Reggio un'aula attrezzata.

Mezzetti intanto motiva l'essenza dell'impegno su Bologna: «E' un impegno economico di quasi 800.000 euro per garantire lo svolgimento a Bologna. Si inserisce nel nostro impegno di contrasto alla criminalità organizzata a 360 gradi, anche con la costituzione di parte civile, che speriamo sia accolta questa mattina, nei confronti degli imputati di questo processo».

Processo che affronta «un pezzo» di criminalità, e «speriamo che da qui si scateni un effetto domino ancora più determinato anche sul piano giudiziario», ragiona l'assessore che auspica «una riscossa e una rivolta morale di tutte le parti della nostra società» al di là delle parti civili.

Ma dunque il tribunale di Reggio rischia di restare solo nel sostenere il dibattimento futuro? «Non vorrei - avvisa Mezzetti - che, siccome abbiamo sostenuto l'impegno a Bologna, si scateni l'effetto per cui tutti i tribunali chiedono soldi alla Regione per poter svolgere il processo. certo, si vedrà di fare di tutto anche per reggio ma c'è una principale responsabilità del ministero della giustizia, che spero non pensi di sottrarsi ai suoi obblighi delegando tutto alla regione Emilia-Romagna».

Un concetto ribadito anche dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Ad oggi nessuna richiesta ufficiale è arrivata dal Tribunale di Reggio Emilia (o dal Ministero) alla Regione perchè dia un altro aiuto sul processo Aemilia, come già fatto a Bologna.

In ogni caso, gela il governatore Bonaccini, «non è che ogni tribunale dell'Emilia-Romagna può immaginare di rivolgersi alla Regione per risolvere queste questioni». Nel caso di Bologna, sottolinea il presidente all'uscita dall'udienza preliminare del processo Aemilia in fiera, «ci è stato chiesto e abbiamo risolto e affrontato la questione in via straordinaria».

Per il resto, continua Bonaccini, «il rapporto è dovuto col ministero della Giustizia. Se ci verrà posta la questione, la affronteremo. Ma mi pare improprio che si affronti il problema sui giornali mentre ancora non ci è stata fatta nessuna richiesta formale. Siamo un'istituzione pubblica, che utilizza i soldi dei cittadini».

Dunque, ribadisce il concetto Bonaccini, «siamo sempre disponibili a sederci e discutere, ma bisogna rispettare i passaggi istituzionali adeguati, anche per evitare di discutere in sedi non opportune». Pur senza citarlo, Bonaccini risponde anche alle polemiche sollevate dall'M5s. «Qualcuno ipotizzò che nom fossimo interessati a muoverci e a tenere qui il processo -  ricorda il presidente - invece ci abbiamo creduto, determinati e convinti che fosse giusto farlo. sulla lotta alle mafie non dovrebbe esserci contrapposizione politica».

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