Gazzetta di Reggio

Reggio

In Regione sfila la dignità dei lavoratori

di Jacopo Della Porta
In Regione sfila la dignità dei lavoratori

Centoventi soci in presidio sotto i palazzi di viale Aldo Moro. I sindaci reggiani lanciano una nuova “unità di crisi”

3 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA. «Venerdì quando ho saputo l’esito del cda ho pianto. Sono cresciuta in Coopsette, ho vissuto 29 anni lì dentro. È la mia vita e tuttora penso che sia stata un’esperienza positiva che non potrò ripetere altrove». Nicoletta Mangini è una degli oltre 120 soci che ieri hanno preso parte al presidio davanti alla sede della Regione, a Bologna, in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dall’assessore Palma Costi per discutere del futuro della cooperativa. Il suo è uno stato d’animo condiviso tra i lavoratori, che continuano a mostrare attaccamento all’azienda e orgoglio per quello che ha rappresentato per decenni.

«Nel nostro piccolo abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per dare il nostro contributo – prosegue la donna – Abbiamo investito i nostri risparmi e firmato azioni di sottoscrizione per sostenere l’azienda. Siamo andati a lavorare al sabato quando ci è stato chiesto. Ed ora vediamo 600 famiglie in ginocchio e anziani che rischiano di perdere i risparmi. È molto dura». Anche ieri, così come all’assemblea di martedì a Poviglio, il clima tra i lavoratori era di amarezza e preoccupazione, ma non di rabbia. «Alzare la voce non servirebbe a nulla», dice Antonio Caracalli. «Del resto la crisi va avanti da anni – aggiunge Domenico Aimi – e siamo sfibrati da questa difficile situazione. La nostra presenza qui è per chiedere aiuto, prima di tutto a Legacoop, in nome dei valore mutualistici e solidaristici nei quali tutti abbiamo sempre creduto. Avremo bisogno anche di una mano per ricollocarci perché ormai il settore delle costruzioni è in crisi un po’ ovunque». Chi vive va da tempo nell’incertezza si è abituato ad affrontare un problema alla volta, con grande dignità. «Dobbiamo evitare il fallimento e chiediamo a tutti di impegnarsi per scongiurare questo scenario – dice Piero De Fanti – A questo punto la liquidazione coatta amministrativa è la migliore soluzione possibile».

Una soluzione che però deve essere praticata prima di martedì prossimo, quando in tribunale si discuterà l’istanza di fallimento presentato da un creditore, di cui per ora i lavoratori non conoscono l’identità. «Potrebbe anche essere uno di noi – aggiunge una socia – perché anche noi siamo creditori nei confronti della cooperativa». Ieri ai manifestanti si è unita anche Roberta Mori, consigliera regionale ed ex sindaca di Castelnovo Sotto, che ha parlato ai lavoratori di una novità emersa in giornata. «Con i sindaci dei comuni coinvolti – ha detto la consigliera – abbiamo pensato di dare vita a un comitato, che abbia una sede fisica a Castelnovo Sotto. Un luogo dove i lavoratori, i soci e i prestatori possano recarsi per discutere e coordinarsi per iniziative comuni. Questa non è solo una crisi aziendale, ma una vicenda che investe un intero territorio e merita un presidio permanente».

Una sorta di “unità di crisi” per evitare che ognuno proceda singolarmente o si senta solo ad affrontare questa difficile fase. Una proposta, sottoscritta dai sindaci di Castelnovo Sotto, Maurizio Bottazzi, Sant’Ilario, Marcello Moretti, Cadelbosco, Tania Tellini e Campegine, Paolo Cervi, che i dipendenti hanno accolto favorevolmente. «Ci deve essere un punto di riferimento – ha detto una socia – perché questa crisi ha un impatto sociale molto forte. Tra noi ci sono anche tanti coniugi che lavorano in Coopsette e rischiano di restare senza lavoro». Da più parti è stato invocato anche «un cambio d’atteggiamento da parte della Legacoop», che fino ad ora non ha preso posizione in modo netto. «Noi abbiamo sempre aiutato gli altri in nome dei nostri principi cooperativi. Non ci sta bene che ora ci lascino da soli», ha detto un lavoratore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google