Rolo, sentenza esemplare per il ladro
Condanna di 30 mesi al 20enne incensurato fermato da Mambrini, che avverte: «Ora insegnamo un lavoro a quel giovane»
ROLO. Tre anni e nove mesi di carcere che diventano due anni e sei mesi in forza del rito abbreviato con multa di 1.200 euro. Questa la pesante sentenza emessa ieri dal giudice del tribunale di Reggio, Andrea Rat, nei confronti di Devis Lucchesi (20 anni, incensurato), arrestato pochi giorni fa a Rolo durante l'assalto alla tabaccheria “Thank you for smoking” di Stefano Ronchetti.
A fermare Lucchesi era stato Giacomino Mambrini, pensionato di 65 anni che aveva sparato dal balcone di casa in direzione dei ladri senza ferire nessuno ma mettendo fuori uso il furgone - risultato poi rubato - dentro al quale stavano caricando la refurtiva.
Quattro malviventi erano fuggiti mentre Lucchesi era stato braccato dai carabinieri giunti subito sul posto. La procura non ha ritenuto invece di dover procedere contro il pensionato mentre per Lucchesi il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha chiesto 4 anni di reclusione in ordine al reato di furto e ricettazione del furgone. L'imputato ha ammesso davanti al giudice di aver partecipato al colpo, agevolando così l’iter processuale. Il suo avvocato, Enrico Della Capanna, aveva chiesto di patteggiare una pena di 8 mesi. Una richiesta subito respinta e terminata ora con la condanna che ha causato qualche mugugno alla difesa in aula rappresentata dall’avvocato Federica Ghesini in sostituzione di Della Capanna.
Durante l’udienza di ieri, l’avvocato ha sottolineato la collaborazione dell’imputato, che ha ammesso di aver preso parte attiva al furto perché coinvolto da due cittadini di origine marocchina che gli avevano promesso un facile guadagno. Inoltre, come attenuante, la difesa ha puntato sullo stato di paura del ladro patito in seguito agli spari di Mambrini, tesi che non ha però attecchito vista la sentenza sulla quale l’avvocato di Lucchesi presenterà ricorso. L’imputato resta ora agli arresti domiciliari nel campo nomadi di Novi di Modena, dove abita con la famiglia.
«Sono soddisfatto della condanna ma sono anche convinto che quel ragazzo deve essere recuperato - è il commento a caldo di Mambrini - Io ho sparato solo per far desistere quei ladri e per immobilizzare il furgone. Dopo che sono arrivati i carabinieri ho parlato un’ora con Lucchesi, che mi ha fatto davvero compassione. È troppo giovane per rimanere agli arresti in casa, magari ad oziare con pericolo di reiterazione, senza essere recuperato. Un giovane così deve essere aiutato: bisogna insegnarli un mestiere, a guadagnarsi il pane, a lavorare per sè. Ma questo è compito della politica, del legislatore, che deve impegnarsi con leggi che funzionano in prospettiva».
Per Mambrini sono giorni di fuoco: dopo il tentato furto, il suo caso è assurto alle cronache nazionali, con inviti in tivù. Due giorni fa è apparso a Pomeriggio 5, ospite di Barbara d’Urso. «Adesso però basta, sono stanco. La mia l’ho detta. Il mio unico timore è che il prefetto mi possa togliere l’arma. La procura non ha proceduto in tal senso e spero che la prefettura sarà dello stesso avviso».
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