Assalto in tabaccheria: «Ora dormirò in negozio. Armato»
Reggio Emilia, il titolare del locale vittima dell’ennesima spaccata: «E’ la terza volta in un anno, sono esasperato»
REGGIO EMILIA. «La prossima volta ci scappa il morto. Perchè la situzione è diventata insostenibile. Mi toccherà dormire dentro la tabaccheria. E io il porto d’armi ce l’ho da trent’anni. Questo è il terzo furto dall’inizio dell’anno, il secondo questo mese. In pratica, sto lavorando per i ladri. E chi è che tutela me e tutti gli altri tabaccai? Nessuno».
E’ arrabbiato Luigi Ruggiero, 61anni. Deluso, sconfortato. Guarda con amarezza il disastro che ancora una volta i ladri hanno fatto dentro il suo negozio, aperto da oltre vent’anni in via Zacchetti.
Nella notte tra giovedì e ieri, intorno alle 3, a entrare in azione sono stati in due, a volto coperto. Malviventi di professione a cui non importa nulla se ci sono le telecamere, se scatta l’allarme, se nel giro di pochi minuti arriveranno le forze dell’ordine. A loro bastano dieci minuti: quelli che servono per impugnare il porta ombrellone in cemento che trovano davanti al locale e usarlo come ariete per sfondare il vetro della porta. Uno, due, ripetuti colpi sino a che la porta cede e possono entrare.
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Ma anche qualora i carabinieri arrivassero prima e riuscissero a intercettarli, quello che rischiano a troppo poco perchè valga la pena di fermarsi: una, forse due notti in cella poi di nuovo la libertà e una pena da scontare che molto probabilmente verrà sospesa.
«Hanno preso tutti i Gratta & Vinci e le sigarette. Stavolta, pure il cassetto della cassa. Ma il valore in sè di quanto hanno portato via non è neanche tanto. E’ quello alla porta il danno maggiore - spiega il titolare - Solo il vetro sono 1.300 euro. Ma toccherà cambiare tutto, perchè ormai anche il telaio non tiene più». E questo nonostante il tabaccaio fosse pronto per rinforzare i suoi sistemi di sicurezza. «Dopo il colpo di settembre, avevo ordinato un cancello da mettere davanti alla porta, ma non ho fatto in tempo a metterlo che sono tornati».
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Non ne può più Luigi Ruggiero. E non lo nasconde. «La situazione è insostenibile» scandisce. «Io pago le tasse al 101%, per un tabaccaio evadere è impossibile. E’ lo Stato che ci manda i bollettini: e per le sigarette, e per i grattini. E con la crisi che c’è i ricavi sono molto calati. Quindi, io per chi lavoro? Lavoro per i ladri ormai...».
Ma quello che fa più male è la percezione, chiara e netta, che non ci sia più niente e nessuno in grado di tutelare chi come lui si alza tutte le mattine per mandare avanti la sua attività. «Io rischio la vita - si sfoga - Rischio di essere ammazzato. Ma qua se un tabaccaio viene ammazzato non interessa a nessuno...».
Allora, il pensiero va inevitabilmente ai fatti di cronaca delle ultime settimane: a Brescia dove un cittadino ha sparato al ladro che è entrato in casa, uccidendolo; a Rolo dove per difendere la tabaccheria dall’assalto dei ladri sotto casa un pensionato ha preso la pistola dal cassetto e ha sparato, al furgone. Contribuendo all’arresto di uno dei malviventi, da parte dei carabinieri.
«Hanno fatto bene e lo farei anche io. Se le cose vanno avanti così, da qualche parte rischia di scapparci il morto...» dice scuotendo la testa.
Sul colpo ora sono partite le indagini dei carabinieri, che partiranno dalle immagini del sistema di video sorveglianza che hanno immortalato due persone a volto coperto entrare in azione. Per un colpo fotocopia a tanti altri, commessi nelle notti reggiane. E a cui sembra davvero difficile mettere un freno.
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