«Assurdo, si chiude per... troppo lavoro»
Il sindaco Andrea Costa dopo l’incontro con il titolare Giuseppe Marozzi che ha annunciato la smobilitazione entro l’anno
LUZZARA. Luzzara vive col fiato sospeso la vertenza della “Flexi-Bord” di via Che Guevara a rischio chiusura e con conseguente perdita di 66 posti di lavoro.
Rsu aziendali e Filctem Cgil hanno proclamato lo sciopero ad oltranza. Anche oggi, infatti, per il terzo giorno consecutivo, i lavoratori, incroceranno le braccia, con tanto di presidio, per protestare contro la decisione dell’imprenditore Giuseppe Marozzi, titolare della “Flexi-Bord” di chiudere la fabbrica luzzarese a fine anno e di spostare la produzione a Giulianova (Teramo) in Abruzzo. Il sindaco di Luzzara, Andrea Costa, che lunedì pomeriggio era davanti alla ditta luzzarese per incontrare i lavoratori, ha già annunciato che sarà presente all’incontro che si svolgerà mercoledì 4 novembre nella sede della Provincia di Reggio per tentare una mediazione tra le parti.
«E’ la prima volta, nell’arco del mio mandato istituzionale – ha detto il primo cittadino – che un imprenditore mette in discussione la professionalità dei lavoratori. All’incontro di mercoledì prossimo io sicuramente sarò presente perchè sono molto preoccupato per l’impatto che potrebbe avere l'eventuale chiusura della “Flexi-Bord” sia dal punto di vista economico, per le famiglie che resteranno senza reddito, che sul piano sociale perchè come Comune non abbiamo tante risorse disponibili per aiutarle. Spero dunque – ha continuato il sindaco Costa – che Marozzi ci ripensi anche perchè in questa azienda lavorano molte donne. E sappiamo come oggi sia difficile avere nelle aziende manodopoera femminile. In caso contrario chiederò alla Provincia e alla Regione di istituire un tavolo di crisi per creare percorsi di formazione e possibili strade per ricollocare i lavoratori disoccupati».
Il sindaco Costa ha anche spiegato come è venuto a conoscenza della situazione alla “Flexi-Bord”: «Sono stato investito del problema una quindicina di giorni fa perchè alcuni lavoratori, vedendo camion che in azienda caricavano alcuni macchinari, hanno avuto il sospetto che ci fosse aria di “smobilitazione”. La prima data utile che l’imprenditore Marozzi mi aveva dato per un incontro, risale a cinque giorni fa. Poi però, per vari impegni suoi, ho potuto incontrare il titolare della “Flexi-Bord” nel pomeriggio della giornata in cui si è svolto il summit in Provincia. Ho ascoltato le sue motivazioni ma l’ho incalzato con una precisa domanda; gli ho chiesto se invece di trasferire tutto in Abruzzo, poteva prendere in esame l'ipotesi di mettere sul mercato la “Flexi-Bord”. La sua risposta è stata negativa e questo ha fatto nascere in me molti dubbi. Ho anche ricordato a Marozzi, a proposito del fatto, a suo dire, che “i reggiani lavorerebbero peggio di quelli abruzzesi” che la “Still”, tempo fa aveva intenzione di chiudere alcuni stabilimenti e che questa azienda ha preferito tenere aperta la sede di Luzzara chiudendo quella di Bari e un’altra in Francia perchè la produzione, a parità di macchinari, eseguita da lavoratori e lavoratrici di questa zona, era decisamente migliore per quantità e qualità. Abbiamo anche fatto un accordo con la “Still” per sollecitare un percorso di varianti urbanistiche per ampliare lo stabilimento luzzarese. A Marozzi ho fatto anche un’altra proposta, quella di trovare soluzioni logistiche per ampliare l’azienda, ma anche in questo caso, la risposta è stata negativa. La “Flexi-Bord” – ha concluso Costa - in cinque anni ha cambiato tre proprietari: ci può stare che oggi non riesca a marciare a pieno regime ma non abbandoneremo i 66 lavoratori che stanno lottando per mantenere il loro posto di lavoro».
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