Contro l’emergenza furti più vigili e pene più severe
Scandiano: l’intervento del sindaco dopo il blitz di martedì notte in bar e negozi «Stop al patto di stabilità che non ci permette di assumere nuovo personale»
SCANDIANO. «Collaborazione». Dallo Stato come dai cittadini, per potenziare le risorse disponibili, avere certezze della pena e segnalazioni. La chiedono gli amministratori dell’Unione Tresinaro-Secchia dopo i quattro tentati furti, di cui due riusciti, nella notte fra martedì e mercoledì a Scandiano. Fatti che hanno ricordato – con notevole forza – la situazione difficile che si vive nel territorio a causa di effrazioni e incursioni in locali, negozi e aziende.
La notte scandianese ha visto quattro spaccate di vetrine. Due, in un bar e in una profumeria, concluse con furti e danni da migliaia di euro. Le altre due, a un secondo bar e al conosciuto negozio di abbigliamento Arsenal, sono fortunatamente state vanificate dalla robustezza delle vetrate, che hanno impedito ai ladri di portare via bottino prezioso.
Il rumore rimane molto forte, e ora la palla passa a chi governa il territorio. «Non ho alcuna intenzione di sottovalutare questa situazione o di abituarmi. Per quanto potrò, nel limite delle risorse e delle competenze affidate ai Comuni, farò la mia parte fino in fondo» – attacca il sindaco scandianese Alessio Mammi, che a breve scriverà una lettera al ministero degli Interni e ai parlamentari reggiani. E che assicura: «continueremo ad investire risorse per potenziare e modernizzare i sistemi di videosorveglianza pubblici, delle strade e dei luoghi, e, come già facciamo da anni, a compartecipare alle spese per l’installazione di sistemi di prevenzione negli edifici privati. Un’esperienza unica in provincia che proseguiremo».
Però, rimarca, c’è bisogno di sostegno. A livello nazionale prima di tutto, con «quelle necessarie modifiche al codice penale che possano aumentare le pene nei confronti di chi delinque e soprattutto garantire certezza della pena. Chi sbaglia deve pagare e se condannato scontare la propria pena fino in fondo».
E, in maniera ancora più concreto, chiede che le spese per la sicurezza e la polizia locale vengano escluse dai vincoli economici imposti a ogni Comune dal patto di stabilità al di là delle risorse disponibili. Per Mammi è «assurdo che in un momento come questo i Comuni non possano assumere personale di polizia locale pur avendone la possibilità».
Per aumentare la possibilità di intervento delle forze dell’ordine, inoltre, c’è anche un’altra proposta: «per le attività amministrative e d’ufficio andrebbe utilizzato personale non militare, questo consentirebbe una maggiore presenza di agenti sul territorio».
La collaborazione, sottolinea, deve arrivare anche dagli abitanti, a cui viene chiesto di segnalare i fatti sospetti: «Abbiamo bisogno inoltre della collaborazione dei cittadini affinché possano essere individuati i responsabili di questi reati».
Il discorso viene ripreso, oltre che da Mammi, anche dagli altri cinque sindaci dell’Unione Tresinaro-Secchia. I sei primi cittadini rinnovano l’appello per la riforma sul codice penale: «La proposta che prevede l’innalzamento della pena minima per il furto in abitazione e per altri reati che generano particolare allarme sociale, sia una misura utile per la prevenzione e per garantire ai cittadini la certezza della pena, con la revisione delle attenuanti, per chi viola le loro case» – affermano. E ancora si ribadisce che l’esenzione della polizia locale dal patto di stabilità sarebbe importante, anche perché potrebbe “alleggerire” il lavoro di carabinieri e polizia. (adr.ar.)
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