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L’Oasi Celestina diventerà una “riserva naturale”

Martina Riccò
L’Oasi Celestina diventerà una “riserva naturale”

Campagnola: sottoscritta ieri in Provincia la richiesta da presentare in Regione Hanno firmato il presidente Manghi, il sindaco Santachiara, la Lipu e l’Ente parchi

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CAMPAGNOLA EMILIA (REGGIO EMILIA). Tutti seduti attorno a un tavolo per formalizzare un’unica richiesta: trasformare l’Oasi Celestina in riserva naturale. «Firmando questo documento – ha detto il presidente della Provincia Giammaria Manghi alla presenza del direttore generale della Lipu, Camillo Danilo Selvaggi, del sindaco di Campagnola, Alessandro Santachiara, e del presidente dell’Ente gestione Parchi Emilia centrale, Giovanni Battista Pasini – iniziamo l’iter amministrativo che potrà portare, con il consenso della Regione, all’istituzione della 16esima riserva naturale dell’Emilia Romagna, la quarta della nostra provincia dopo le Casse di espansione del Secchia tra Rubiera e Campogalliano, i Fontanili di Valle Re a Campegine e la Rupe di Campotrera a Canossa».

Si tratta di dieci ettari di terreno in cui, sul finire degli anni Novanta, è stato “seminato” un sogno: «L’oasi è nata per volontà della cittadina Maria Celestina Freddi – ha spiegato il sindaco di Campagnola – che ha donato alla Lipu questo appezzamento di terreno con l’obbligo di trasformarlo in un luogo per la tutela ambientale. Da allora amministrazione comunale e Lipu hanno collaborato per realizzare il suo ultimo desiderio: il fondo agricolo è stato trasformato in una zona umida, con due invasi che fungono da casse di espansione, e nel 2005 l’oasi è stata inaugurata ufficialmente. Nel 2012 è stata dotata di una torretta per l’osservazione ed è stata riconosciuta come sito naturale d’importanza comunitaria, facente capo alle vicinissime Valli di Novellara».

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Ora, però, è giunto il momento di dare all’oasi Celestina una sua autonomia.

«Anche perché – ha aggiunto il primo cittadino di Campagnola – trasformarla in riserva naturale potrebbe porre fine al problema della caccia nei territori limitrofi. Episodi come quello dello scorso anno, quando un Germano Reale che stava volando poco fuori dall’oasi fu ucciso a colpi di fucile, non devono più capitare».

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Dettaglio non da poco, considerando che quest’angolo di paradiso, ricavato a poca distanza da campi coltivati e zona urbana, è un gioiellino di biodiversità. «Nell’Oasi Celestina – ha spiegato Camillo Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu – sono state osservate 150 specie di uccelli, tra cui i Cavalieri d’Italia, l’Averla piccola, la Sterna comune, il Tarabusino e, tra i migratori, il Chiurlo maggiore, il Chiurlo piccolo, il Piovanello pancianera, il Combattente, l’Albastrello, la Pantana e la Pittima reale. Speriamo che la Regione accetti la nostra richiesta – ha concluso – perché l’oasi avrebbe bisogno di alcuni interventi di manutenzione sulle ripe delle casse di espansione. Inoltre nell’oasi c’è un bellissimo casolare, in condizioni non buone, che potrebbe essere rimesso a nuovo per favorire la fruizione dei cittadini. È giusto che luoghi come questo diventino oasi anche per le persone, in modo che tutti possano respirare e vivere la natura, staccandosi, almeno per un po’, dal cemento».

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