Oggi l’addio a Franco Sezzi «Un uomo amico di tutti»
Quattro Castella: alle 15 il funerale dell’ingegnere che amava la cultura e la storia Il ricordo della nipote Maria Luisa Violi: «Il tuo spirito è parte di tutti noi»
QUATTRO CASTELLA. Verranno celebrati oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Quattro Castella, i funerali dell’ingegner Franco Sezzi, per anni consigliere comunale sui banchi della Democrazia Cristiana e tra i fondatori del Corteo storico matildico. Il feretro di Sezzi, deceduto a 93 anni, lascerà l’obitorio dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove è stata allestita la camera ardente, alle ore 14.30.
Pubblichiamo il ricordo di Maria Luisa Violi, nipote dell’ingegnere.
«Caro zio, stavolta non puoi correggermi le bozze ma, conoscendoti, so che mi stai ispirando. Parlare di te è molto facile dato il tuo carattere, espansivo, comunicatore, sempre aperto a ogni aspetto sociale e culturale. Iniziamo da Milano quando, giovane ingegnere pieno d’entusiasmo, entrasti all’Alfa Romeo, in cui lasciasti tanti affetti, sì perché i dipendenti tu li trattavi da amici: per anni vedevamo arrivare a casa ingegneri e autisti della tua fabbrica. Poi andasti alla Snam e diventasti subito dirigente, ma ancora amico di tutti e apprezzato per aver creato l’olio “Sint 2000”. Viaggiasti in tutto il mondo, e conoscesti l’ingeniere Enrico Mattei e persino lo Scià di Persia. A San Donato Milanese hai incentivato la costruzione di diverse strutture sportive: campi da tennis, da atletica, di basket. Anche lì hai frequentato grandi campioni dello sport come Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli. In pensione, sei tornato al tuo paese e alla campagna che tanto amavi, ma ti sei subito attivato a promuovere cultura e varie iniziative. Hai collaborato con la Contrada della Corte, partecipando alla “Cena del Duca” e scrivendo storie e leggende medievali. Per ultimo, da due anni hai organizzato incontri sul teatro greco, che ti proponevi di continuare per sviluppare tutta la storia del teatro. Speriamo che i “tuoi” giovani professori: Zani, Gambini, Ruozzi, con l’aiuto dell’assessore Danilo Morini, della Banca del Tempo e della signora Giampietri, riescano a portare a termine il tuo progetto. Caro zio, la tua mente così attiva e aperta, il tuo spirito vigile e creativo non conoscono la fine, così io non posso pensarti “morto” e non lo sarai per nessuno, perché il tuo spirito e l’anima sono ormai parte di tutti coloro che ti hanno conosciuto e lì vivranno per sempre».
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