Reggio Emilia, il vigile urbano lavora anche al night: licenziato
Mario Ferrari, 49 anni, comandante della polizia municipale di Vezzano, che fa parte del Corpo unico Colline matildiche, è stato licenziato per giusta causa, e senza preavviso, dall'Unione.
VEZZANO SUL CROSTOLO. Licenziato su due piedi, per giusta causa e senza preavviso, per aver violato l'obbligo di esclusività. In pratica, svolgeva un doppio lavoro. Con provvedimento del 20 ottobre 2015, l'Unione Colline Matildiche (che comprende i comuni di Vezzano sul Crostolo, Albinea e Quattro Castella) ha licenziato così il comandante della polizia municipale di Vezzano, Mario Ferrari, 49 anni.
Il vigile, oltre al suo ruolo al servizio dell'Unione, da più di due anni lavora come cassiere al Pippis Bar, il night club che ha sede in via Achille Grandi 8, a Vezzano.
"A seguito di richiami e provvedimenti disciplinari già assunti dal Comune di Vezzano, nonché di una segnalazione scritta pervenuta a fine giugno 2015, dove si segnalava all'Unione Colline Matildiche che l'agente di Polizia Municipale Mario Ferrari prestava lavoro presso un noto locale notturno della zona", si legge in un comunicato dell'Unione, "si è proceduto a informare la procura della Repubblica, il comando della guardia di finanza e l’Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia per i provvedimenti di competenza, chiedendo di essere informati nel caso si fossero avviate attività ispettive con riferimento ai fatti segnalati e se fossero acquisite notizie rilevanti".
A quella nota, il 20 luglio 2015 ha risposto la direzione territoriale di Reggio Emilia del Ministero del Lavoro. In quella risposta viene documentata l'esistenza e permanenza del rapporto di lavoro in oggetto, sempre tenuto nascosto all'Unione Colline Matildiche. "Dall'istruttoria interna e dal contraddittorio con l'interessato _ spiega l'Unione _ è uscita la conferma dell'esistenza del rapporto di lavoro".
La legge sancisce una incompatibilità assoluta del rapporto di lavoro pubblico, in particolare come agente ispettore di polizia municipale, con altre attività in possibile conflitto di interesse, quale è il prestare lavoro presso un locale notturno che insiste sul territorio.
"È utile precisare _ prosegue il comunicato dell'Unione _ che Ferrari era già stato richiamato a un comportamento consono ai doveri d’ufficio e al ruolo ricoperto in seno all’organizzazione dell’ente per il quale lavorava e gli era stata tassativamente negata la possibilità di svolgere attività lavorativa anche solo occasionale presso la società di cui sopra".
"Stante l'assoluta gravità delle predette violazioni, contrarie ai doveri fondamentali di fedeltà, diligenza, obbedienza e correttezza _ conclude il comunicato dell'Unione _ risulta irrimediabilmente compromesso il vincolo fiduciario tra l’Amministrazione e Ferrari. Il comportamento tenuto ha ingenerato sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni locali, compromettendo il prestigio dell'ente pubblico con conseguente considerevole danno all'immagine".
Mauro Bigi, sindaco di Vezzano, Comune di provenienza dell'agente Ferrari prima del conferimento del servizio all'Unione Colline Matildiche, commenta così la vicenda: "I Comuni nei loro amministratori e dipendenti devono rappresentare la legalità dello Stato. Punto. Da una parte dispiace sempre verificare atteggiamenti e pratiche non consoni al ruolo. Dall'altra non è facile per gli amministratori riuscire a districarsi tra mille lacci e lacciuoli burocratici, che non sempre tutelano il bene comune, ma i singoli. Anche in questo l'Unione di Comuni si dimostra uno strumento valido, direi essenziale, dove maggiori competenze e strumenti permettono il giusto funzionamento dei servizi".
Andrea Tagliavini, presidente dell'Unione Colline Matildiche, aggiunge: "Un atto dovuto, che mette al riparo l'istituzione pubblica da danni di immagine o violazioni del principio di imparzialità. Faccio notare la rapidità con il quale il provvedimento è stato applicato, certamente frutto del rapporto positivo tra istituzioni nel trasferire le informazioni necessarie".
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