Ina Assitalia, proposti risarcimenti al 100%
Castelnovo Monti: in arrivo i primi rimborsi ai clienti truffati dell’ex assicuratore dell’Assitalia
CASTELNOVO MONTI. Arrivano i primi rimborsi alle vittime della truffa Ina Assitalia, imbastita negli anni dall'ex subagente Sergio Petroni e arrivata a parecchi milioni di euro totali di buco. Federconsumatori e Adiconsum Reggio Emilia in luglio avevano sottoscritto con Generali (cui ora fa capo Ina-Assitalia) un accordo ad hoc. Ora gli avvocati hanno chiuso le prime 12 pratiche di conciliazione presentate da clienti appenninici: chi accetterà, avrà indietro il 100% del capitale iniziale e gli interessi legali maturati negli anni, o potrà investire nuovamente in Generali con polizze a condizioni molto vantaggiose.
Ognuno avrà 15 giorni per decidere cosa fare: se sottoscrivere l'accordo o rinunciare e proseguire con altre vie legali. Dopo il via libera della parte lesa, Generali avrà sino a 60 giorni per rimborsare la cifra concordata.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12367728:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12367728:1649479916/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Questa prima parte di operazioni, cui nelle prossime settimane seguiranno altre conciliazioni, è stata presentata ieri da Giovanni Trisolini e Luca Braggion, referenti reggiani di Federconsumatori e Adiconsum, assieme alle consulenti legali delle associazioni, Angela Zannini, Sara Rubaldo, Livia Arioli e Giulia Macello.
In totale si parla di quasi 400 mila euro rimborsati, sempre se gli utenti decideranno di accettare. Federconsumatori ha trovato l'accordo per 8 domande di conciliazioni e 180 mila euro, Adiconsum per 4 posizioni e 200 mila euro. In totale Federconsumatori segue 200 persone coinvolte nella truffa, 32 delle quali hanno presentato richiesta per la conciliazione; dopo le prime 8 nelle prossime settimane, si ragionerà sugli altri casi, con un calendario condiviso. Adiconsum si occupa di 70 persone e ha 20 domande aperte, fra cui le 4 già concluse e in attesa di eventuale firma. Le associazioni dei consumatori raccolgono oltre il 50% dei clienti di Petroni, almeno a oggi, molti dei quali sono rimasti in attesa di capire cosa fare, anche perché l'accordo prevede sino a 2 anni di tempo per la domanda di conciliazione. I primi casi, spiegano le legali, «erano i più semplici da gestire, perché c'erano tutte le documentazioni del caso, le pezze di appoggio per dimostrare i pagamenti e non ci sono stati problemi in questo senso. I tempi sono stati rapidi, e anche i consulenti di Generali ci hanno fatto i complimenti per il lavoro fatto sinora, in un accordo unico in Italia». La parte complessa arriverà ora, perché fra i circa 800 fascicoli su cui si indaga vi sono posizioni molto complesse, «in cui è difficile ricostruire i movimenti. Si parla di operazioni di oltre 20 anni fa, con valori molto alti e con clienti anziani. In molti casi faticano a trovare la documentazione che attesta i pagamenti. Tramite le banche possiamo risalire agli assegni emessi sino a 10 anni fa, dopo arriva il problema di dimostrare di aver versato i soldi». Nel frattempo le indagini della magistratura sono ancora in corso, e si dovrà attendere la conclusione per capire come procederà il cammino penale.
Chi accetterà la soluzione civilistica, quella seguita da Federconsumatori e Adiconsum, non potrà più presentarsi come parte civile all'eventuale processo penale. Riavrà però i soldi investiti, e molti stanno pensando prima di tutto a questo aspetto, anche in considerazione delle cifre in ballo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
