«L’avevamo già avvisato: non poteva farlo»
Il sindaco Bigi: «Amministratori e dipendenti comunali devono rappresentare la legalità dello Stato»
VEZZANO. Sul licenziamento dell’ispettore Mario Ferrari, arriva una nota dell’Unione colline matildiche: «A seguito di richiami e provvedimenti disciplinari già assunti dal Comune di Vezzano, nonché di una segnalazione scritta pervenuta a fine giugno 2015 dove si segnalava all'Unione che Ferrari prestava lavoro in un noto locale notturno, si è proceduto ad informare Procura, Finanza e l’Ispettorato del lavoro di Reggio per i provvedimenti di competenza. Il 20 luglio la Direzione territoriale di Reggio del ministero del lavoro ha risposto documentando l'esistenza e permanenza del rapporto di lavoro sempre tenuto nascosto all'Unione. La legge sancisce una incompatibilità assoluta del rapporto di lavoro pubblico, in particolare come agente ispettore di polizia municipale, con altre attività in possibile conflitto di interesse qual è il prestare lavoro in un locale notturno del territorio. Ferrari era già stato richiamato a un comportamento consono ai doveri d’ufficio e gli era stata tassativamente negata la possibilità di svolgere attività lavorativa anche solo occasionale nel locale. Vista l'assoluta gravità delle violazioni, contrarie ai doveri fondamentali di fedeltà, diligenza, obbedienza e correttezza, risulta irrimediabilmente compromesso il vincolo fiduciario tra l’Amministrazione e Ferrari». Aggiunge Mauro Bigi, sindaco di Vezzano: «I Comuni nei loro amministratori e dipendenti devono rappresentare la legalità dello Stato. Punto. Da una parte dispiace sempre verificare atteggiamenti e pratiche non consoni al ruolo. Dall'altra, non è facile per gli amministratori riuscire a districarsi tra mille lacci e lacciuoli burocratici che non sempre tutelano il bene comune, ma i singoli».
Andrea Tagliavini, presidente dell'Unione: «E’ stato un atto dovuto e rapido, che mette al riparo l'istituzione pubblica da danni di immagine o violazioni del principio di imparzialità». Nico Giberti, sindaco di Albinea: «Il servizio di polizia municipale ha una tale importanza da non poter tollerare alcuna ambiguità. Siamo intervenuti nel momento in cui gli atti in nostro possesso ci hanno dato strumenti utili a portare a compimento un provvedimento disciplinare così importante». (l.t.)
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