Lavora al night, cacciato il vigile urbano
L’Unione Colline matildiche licenzia l’ex comandante: faceva anche il cassiere al Pippis Bar. La difesa: «Sono esterrefatto»
VEZZANO SUL CROSTOLO. Licenziato su due piedi, per giusta causa e senza preavviso, per aver violato l’obbligo di esclusività. In pratica, svolgeva un doppio lavoro. Con provvedimento del 20 ottobre 2015, l’Unione Colline Matildiche (che comprende i comuni di Vezzano sul Crostolo, Albinea e Quattro Castella) ha licenziato l’ex comandante della polizia municipale di Vezzano, Mario Ferrari, 49 anni.
L’agente, oltre al suo ruolo al servizio dell’Unione, da più di due anni lavora come cassiere al Pippis Bar, il night club che ha sede in via Achille Grandi 8, a Vezzano.
La scoperta. Il licenziamento è la conclusione di un iter partito alcuni mesi fa, e arriva mentre Ferrari era tra l’altro in aspettativa, permesso retribuito legato alla legge 104. Il tutto è nato da due consueti controlli dei carabinieri nel locale notturno sulla regolarità del personale, effettuati nel giugno 2013 e nel maggio 2014: la posizione di Ferrari era risultata in regola, avendo i militari accertato che esisteva un regolare rapporto di lavoro subordinato con la Kappa Distribuzioni Src di Rubiera che gestisce il Pippis. I carabinieri avevano comunque avanzato segnalazione al sindaco di Vezzano Mauro Bigi, che aveva avviato due provvedimenti disciplinari: il primo, il 9 ottobre 2013, che aveva causato a Ferrari sei giorni di sospensione, mentre il secondo era stato archiviato.
L’inchiesta. Nel frattempo sulla situazione dell’agente era anche partita una indagine di ufficio della procura reggiana, che peraltro prosegue ancora (al momento non ci sono imputazioni), ma ora è scattata la sanzione amministrativa da parte dell’Unione. Spiega il vice comandante del corpo intercomunale della polizia municipale Unione colline matildiche, Luca Travaglioli: «Abbiamo fatto richiesta per analizzare la situazione dell’ispettore Ferrari alla guardia di finanza e all’Ispettorato del Lavoro, che a fine luglio ci ha fornito le risposte sul quadro di questo doppio lavoro».
Il provvedimento. «La sanzione è stata comminata dall’Ufficio Provvedimenti Disciplinari – prosegue – ed è legata all’infrazione di diverse normative, del codice comportamentale e innanzitutto di un doppio lavoro, peraltro in un locale dove Ferrari avrebbe potuto essere chiamato anche ad effettuare controlli nel suo ruolo di agente di polizia municipale».
Ieri, quando la notizia del licenziamento ha cominciato a circolare, molti hanno espresso stupore, in quanto il doppio lavoro di Ferrari non era assolutamente un segreto e anzi molti sottolineano che «lo sapevano tutti, lo ha sempre fatto alla luce del sole».
La difesa di Ferrari. E l’ispettore Mario Ferrari, per ora, commenta con poche parole l’accaduto, ma si è rivolto a un legale: «In merito ai fatti che mi vengono contestati con la comunicazione del licenziamento, ho già nominato l’avvocato Nunziata Priola, per ogni tutela di legge e del caso. Inoltre rimango esterrefatto sulle modalità, i termini e i tempi con i quali è stata divulgata la notizia e voglio precisare che i fatti che mi sono stati contestati riguardano solotanto l’ambito civilistico e non penale ». (l.t.-d.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
