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Scoperti in auto con tre chili di marijuana

Scoperti in auto con tre chili di marijuana

La polizia blocca due giovani a Rivalta. Davanti al gip il 26enne scagiona l’altro: «Sono io il corriere»

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REGGIO EMILIA. Una manovra che ha insospettito i poliziotti, da lì l’alt a una Renault Clio per un controllo che ha poi confermato i sospetti. E’ accaduto martedì sera in via Bedeschi e su quella macchina stavano viaggiando il 22enne Andrea Di Palma (incensurato che vive a Reggio) e il moldavo 26enne Vasile Celpan (pluripregiudicato residente a Baiso). L’italiano è al volante, nel sedile posteriore è seduto lo straniero che ha accanto a sè un sacco voluminoso e uno zaino.

Non ci vuole molto agli agenti a capire che c’è qualcosa che non va, perché nell’auto c’è un forte odore che proviene proprio dai due involucri. Il moldavo abbozza che contengono rifiuti, mentre Di Palma dice di non sapere nulla.

La polizia vuole andarci a fondo a questa storia e scopre che dentro a sacco e zaino vi sono circa tre chili di marijuana. Dalla macchina poi gli agenti passano alla perquisizione dell’abitazione reggiana di Di Palma ed anche lì spuntano degli stupefacenti: nove ovuli di hascisc del peso complessivo di una novantina di grammi (nascosti in una credenza) e quasi due grammi sempre di marijuana (sono dentro una scarpiera).

Ultimate le operazioni, i due giovani vengono arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Nell’udienza di convalida dell’arresto – avvenuta in carcere davanti al gip Angela Baraldi – entrambi hanno dato la loro versione dei fatti.

Il moldavo – difeso dal legale Federico De Belvis – ha in pratica scagionato l’amico, in quanto ha ammesso che quella sera stava facendo il corriere della droga per conto di altri e di questa cosa non ne aveva parlato con Di Palma. Quest’ultimo – assistito dall’avvocato Nicola Tria – ha confermato di non sapere nulla della marijuana e di aver solo dato martedì sera un passaggio a Celpan che doveva andare a Rivalta. Il pm Isabella Chiesi – titolare dell’inchiesta – ha chiesto la misura cautelare in carcere per il moldavo e gli arresti domiciliari per l’italiano. Ma il giudice – che ha convalidato l’arresto – non è stato dello stesso parere, liberando i due indagati. Il motivo sta nel tipo di marijuana sequestrato che ha le influorescenze verdi, quindi con un principio attivo dello stupefacente presumibilmente piuttosto basso e che attenua di molto la gravità della vicenda (diversa la situazione, come prevede la giurisprudenza, nel caso di “maria” essicata). Nemmeno la droga trovata a casa di Di Palma è stata ritenuta tale da giustificare una misura restrittiva. Ora verranno fatte ulteriori indagini dalla procura e si prospetta una perizia tossicologica sulla marijuana. (t.s.)

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