Scopre i ladri sulla porta di casa
Valeria Zivieri: «Dobbiamo mobilitarci e creare una rete di cittadini»
MONTECCHIO. Nel cuore della notte un violento rumore l’ha fatta sobbalzare nel letto. Subito dopo ha sentito un secondo colpo, sempre molto forte. Poi un altro e un altro ancora. Era l’una quando Valeria Zivieri, cittadina di Montecchio, fondatrice del gruppo di sorveglianza di vicinato “Montecchio Emilia Sicura”, ha capito che i ladri stavano cercando di forzare la porta del suo garage. «Forse per rubare l’auto – dice – o per entrare in casa, dato che le altre porte sono tutte blindate. Ho svegliato mio padre e siamo andati giù: appena abbiamo acceso la luce e abbiamo fatto rumore, i ladri sono scappati». Epilogo fortunato, ma che non basta a tranquillizzare la Zivieri, né i montecchiesi, sempre più spaventati dall’avvicinarsi dell’onda di furti che ha già messo in ginocchio i vicini Comuni. «Siamo accerchiati – ammette la fondatrice di “Montecchio Emilia Sicura” – e abbiamo paura. Un mese fa i ladri si erano concentrati a Basilicagoiano, ora tocca a Traversetolo, a pochi minuti da noi. Chi ci dice che, finita la “settimana di Traversetolo”, i malviventi non si spostino qui?». Nel Comune parmense, ormai, la situazione è fuori controllo: «Hanno rubato 4 auto in una sola sera, e i furti sono 3 o 4 a notte. E questo nonostante a Traversetolo, da anni, esista un gruppo di sorveglianza del vicinato molto attivo e presente. In questi giorni, per controllare le strade, sono in giro più di 40 cittadini a notte. Quando i ladri si accorgeranno di quanta gente c’è, si sposteranno di sicuro. Come si fa a non avere paura? Le forze dell’ordine fanno tutto quello che possono, ma non possono fare miracoli. L’unica soluzione è che i cittadini inizino a collaborare, scendano in strada, si riapproprino dei loro paesi». Una rete di comunicazione e sostegno esiste già tra i vari gruppi di controllo del vicinato attivi, ma c’è bisogno di nuove forze. «Su Whatsapp – spiega la fondatrice di “Montecchio Emilia Sicura” – abbiamo creato un gruppo ponte con esponenti di Montecchio, Traversetolo, Basilicagoiano, Basilicanova, Felino e Sala Baganza. In questo modo siamo sempre informati su quello che succede. Se viene rubata un’auto in un paese, per esempio, i cittadini degli altri stanno con gli occhi aperti, e se la vedono passare avvisano le forze dell’ordine. Sarebbe bello che anche nella Val d’Enza reggiana si creasse questa rete. Cavriago si è organizzato su Facebook e presto approderà a Whatsapp, Campegine si sta informando per partire. Abbiamo bisogno che tutti facciano qualcosa per tornare a sentirci sicuri a casa nostra, non possiamo solo barricarci dentro sperando che nessuno ci noti». (m.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google