Siringhe nei parchi, a Reggio Emilia più di cento zone a rischio
Tante sono le aree pubbliche periodicamente monitorate da Iren in tutta la città: tra le cause di questa emergenza anche l'aumento del consumo di eroina rispetto alle altre droghe
REGGIO EMILIA. I ritrovamenti di siringhe nei parcheggi o nei giardini, usate durante la notte da tossicodipendenti, non sono certo una cosa nuova. In questi ultimi mesi però si ha la percezione che il fenomeno sia aumentato. Oltre al Gasometro e agli altri luoghi noti di ritrovo infatti, le tracce di chi si è appartato per iniettarsi una dose si stanno moltiplicando in città.
Il campo di allenamento della Reggiana, il parcheggio dell’asilo Salvador Allende, via Pansa, via Nacchi. Ma l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Questo fenomeno è probabilmente frutto di una tendenza che va avanti già da anni. Ovvero quella, in mancanza disponibilità economica, di ricorrere a droghe a buon mercato. Prima fra tutte l’eroina, che viene iniettata in vena.
A questo si aggiunge la facilità con cui si possono reperire le siringhe, in vendita in farmacia a pochi centesimi. In più, per completare il quadro, a contribuire al degrado ci sono quei tossicodipendenti che sono arrivati a un punto tale nella dipendenza che, per sentirne gli effetti, hanno bisogno di inserirsi direttamente nel sangue sostanze che normalmente si assumono in altro modo.
Per risolvere questa situazione di degrado, assicura l’assessore a Sicurezza, cultura della legalità e città storica Natalia Maramotti, «reagiremo in maniera decisa. Anzitutto presidiando il territorio in collaborazione con la Municipale, ancor più di quanto non stiamo già facendo».
Quello che sarebbe necessario più a lungo termine, tuttavia, «è capire le ragioni sociali di questo fenomeno. Se cambia la modalità di assunzione cambiano le conseguenze e la salute individuale incide sulla salute collettiva». Inoltre «drogarsi di per sé non è penalmente perseguibile, è un problema sanitario. Certo quello che possiamo fare è arrestare le fonti di spaccio, come stiamo facendo e continuando a fare».
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Una volta ritrovate le siringhe invece, è Iren che si occupa della bonifica dell’area se questa fa parte del suolo pubblico. Il Comune, o i cittadini che chiamano al numero verde “800 212607”, segnalano la criticità alla società che quindi interviene mandando degli addetti appositamente attrezzati per evitare il rischio di pungersi e infettarsi. Una volta sul posto le siringhe vengono rimosse con delle apposite pinze e inserite in contenitori rigidi, e da quel momento sono trattate come dei normali rifiuti sanitari.
«Ci sono però un centinaio di zone - spiega Iren - ormai note come luogo di ritrovo di tossicodipendenti, Lì i controlli da parte nostra avvengono periodicamente, circa una volta a settimana».
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