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Unindustria insiste: il rilancio di Reggio passa per l’Area nord

di Roberto Fontanili
 Unindustria insiste: il rilancio di Reggio passa per l’Area nord

Severi ha presentato 8 progetti strategici da qui al 2017 «Contribuiranno al rilancio della città e della comunità»

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REGGIO EMILIA. Per gli industriali reggiani con i segnali di una «timida ripresa» si apre anche l’avvio di una nuova fase rispetto a quella che ha caratterizzato i decenni precedenti la crisi.

Un’analisi che vale anche per Reggio e che «impone - sostiene Unindustria - un cambiamento nel modo di pensare, fare e progettare sia nelle fabbriche e nelle aziende sia nel territorio».

Dall’associazione imprenditoriale di via Toschi arriva una disponibilità al dialogo e al confronto (fino al ripensare i rapporti tra imprese, enti locali e sindacato improntati a una maggior collaborazione), per quella che il presidente Mauro Severi ha indicato come «la necessità di ridefinire le capacità di competere della comunità reggiana e riposizionarla nella nuova economia globale fondata sulla conoscenza».

Con quelli che hanno definito gli otto progetti strategici per il biennio 2015-2017, gli industriali reggiani partono dalla «consapevolezza che le aziende e il territorio devono crescere insieme» e fanno proposte aperte. Parte delle quali guardano alla città «per progettare la Reggio del futuro» e parte sono invece rivolte alle imprese «per aiutarle a mantenersi ai vertici dell’export procapite in Italia, fermo restando la vocazione alla manifattura avanzata».

Un nuovo ciclo nel quale per Unindustria hanno forte rilievo temi di natura territoriale e in questo quadro da via Toschi si ritiene indispensabile portare avanti il progetto di riqualificazione dell’area Nord, completare la stazione Mediopadana, definire il ruolo e il peso di Reggio nell’area vasta (con Unindustria che scelto con chi stare e ha stipulato un documento congiunto con le consorelle di Parma e Piacenza), avviare definitivamente il Tecnopolo e il Parco della conoscenza.

Semplificando si potrebbe dire che oggi Unindustria guarda alle imprese reggiane come a magneti in grado di attrarre cervelli anziché manodopera generica e da qui anche l’interrogativo che il presidente Mauro Severi ha rivolto alla politica: «Quale deve essere la città del futuro? Si sceglie di aumentare semplicemente il numero dei residenti o si punta a un aumento della residenza qualificata?».

Gli otto progetti illustrati da Severi guardano all’esterno e al ruolo che Reggio potrà giocare nell’area vasta, senza dimenticare la necessità di Unindustria di cambiare anche al proprio interno con servizi più mirati alle Pmi e una forte attenzione al risparmio energetico e alla scuola, con la realizzazione di progetti di formazione per gli insegnanti.

La presentazione delle otto azioni è stata anche l’occasione per il presidente di Unindustria di ribadire che il Jobs Act «è una legge e va applicata» e che non sempre l’arrivo di investitori stranieri è un bene per l’azienda reggiana. «Soprattutto - ha chiosato - quando si tratta di pure operazioni finanziarie che portano al trasferimento di tecnologie riducendosi a un saccheggio del nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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