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Dopo Expo, la lezione che arriva da Milano

Giammaria Manghi
Dopo Expo, la lezione che arriva da Milano

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Cala il sipario sull’esposizione universale, ma Expo rimane. In questi 184 giorni può aver affascinato o anche deluso gli oltre 20 milioni di visitatori, ma una cosa è certa: per cinque mesi gli occhi del mondo sono stati puntati su di noi e l’Italia ha saputo superare a pieni voti questa affascinante e al tempo stesso complessa sfida.

All’innegabile successo di un Paese che è finalmente tornato a credere in se stesso e nel futuro hanno contribuito anche Reggio e l’Emilia. Lo hanno fatto con il lavoro nella fase preparatoria e poi con la presenza costante e qualificata di imprese, enti e istituzioni. Dimostrando di sapersi misurare con una notevole mole di progetti e di relazioni, per quantità e qualità, per di più al centro, per la prima volta, di un palcoscenico davvero globale.

Ci siamo riusciti grazie a un lavoro di squadra che ha valorizzato a livello di sistema quanto di buono individualmente ogni ente e impresa magari già faceva, ma che non si era mai pensato di conferire in un progetto più ampio e condiviso. La Piazzetta Emilia-Romagna, che proprio nel periodo di maggiore afflusso di visitatori ha messo in mostra l'eccellenza e la ricchezza della nostra terra, ha ben rappresentato anche fisicamente questa unità di intenti.  

Così come lo stesso commissario unico Giuseppe Sala ha ben argomentato lo straordinario successo di Expo 2015, anche la presenza di Reggio e dell’Emilia all’Esposizione Universale ha funzionato in quanto insieme di tanti che ci hanno creduto.

Una volta smantellati cluster e padiglioni, quello che ci rimarrà di Expo è proprio la conferma di come lavorando insieme – e credendoci – si possa raggiungere ogni obiettivo. Ma ancora di più, che questo impegno comune deve focalizzarsi su progetti qualificati e riconoscibili, frutto di una vision condivisa che miri a valorizzare il meglio che questa terra ha realizzato ed è ancora in grado di produrre.

Dobbiamo continuare a condividere le priorità e a lavorare sulla qualità perché questa esperienza, che ci ha chiamati a misurarci direttamente per la prima volta solo con eccellenze del resto del mondo, ha confermato che l’unica strada da percorrere è quella della ricerca dell’eccellenza appunto, nel pubblico come nel privato. In sostanza, ciò a cui ci ha costretti Expo  deve accompagnarci tanto nell’immediato quanto nel futuro prossimo.

Per superare la crisi e reggere la sfida di una competizione sempre più globale infatti è a parer mio indispensabile saper tradurre nella quotidianità la ricerca della qualità, saper declinare al futuro - attraverso la creatività e la innovazione - la nostra storia e i nostri punti di forza. Solo così potremo rimettere in moto il territorio e contribuire concretamente al rilancio e al recupero di competitività di tutto il nostro sistema.

Presidente della Provincia di Reggio Emilia

 

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