Molestie all’ex fidanzatina: arrestato
Un 17enne della zona ceramica aveva anche minacciato i genitori della ragazza. Intervengono i carabinieri di Albinea
ALBINEA. Arrestato a 17 anni, dopo lunghi mesi di molestie e fastidi alla fidanzata 16enne, perseguitata in classe a scuola, a casa davanti ai genitori, con pedinamenti e con migliaia di messaggi e chiamate.
Un giovane abitante della pedecollina reggiana è stato condotto in una comunità circondariale minorile nel bolognese dai carabinieri di Albinea al termine di un’inchiesta coordinata dal tribunale dei minori della procura di Bologna. Dopo una serie di segnalazioni della famiglia della ragazzina e dopo aver valutato il materiale raccolto dalle forze dell’ordine, il giudice ha deciso per un provvedimento restrittivo immediato nei confronti del ragazzo di 17 anni, che dovrà rimanere nella comunità indicata senza possibilità di abbandonarla liberamente quantomeno per il prossimo periodo.
Una storia piuttosto triste, pensando alla giovane età dei protagonisti, sviluppatasi principalmente nel 2015.
Al centro, una coppia di fidanzati, lui 17enne lei 16enne. Già quando i due stavano insieme, il ragazzo era apparso molto oppressivo nei confronti della partner, chiamandola in continuazione sul cellulare e scrivendole tramite social network, per controllare cosa lei stesse facendo.
Dopo la fine della storia, la situazione è peggiorata e il 17enne è diventato ossessivo sia nelle continue telefonate e nei frequentissimi messaggi, sia passando ai fatti: ha iniziato a pedinare la ragazza, a presentarsi a casa sua rivolgendosi anche ai genitori perché convincessero la figlia a rimettersi con lui. In diverse occasioni si è pure presentato nella scuola superiore frequentata dalle 16enne, chiedendole in mezzo alla gente di uscire dall’aula per poter discutere con lui.
Un atteggiamento al limite del maniacale che ha preoccupato la famiglia della giovane vittima e che ha avuto conseguenze pesanti sulla salute della 16enne, perennemente spaventata e intimorita, sino all’arrivo di uno stato d’ansia praticamente permanente.
I genitori della ragazzina hanno alla fine deciso di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Albinea, che a loro volta hanno segnalato la questione al tribunale dei minori della procura di Bologna, responsabile anche per il territorio per i reati in cui siano coinvolti minorenni. I militari hanno fatto una serie di verifiche, sia elettroniche che raccogliendo diverse testimonianze dirette, e hanno presentato questo materiale, unito alla denuncia della famiglia, al magistrato inquirente. La procura dei minori, su queste basi, ha chiesto un provvedimento restrittivo nei confronti del 17enne, subito concesso dal giudice incaricato che ha sancito il trasferimento obbligato del ragazzo in una comunità per minori nel bolognese, a debita distanza dall’area “delle operazioni”. Venerdì i carabinieri albinetani si sono presentati dal giovane e hanno notificato a lui e alla famiglia il provvedimento, accompagnandolo poi alla struttura bolognese. In questo modo si punta perlomeno ad alleggerire la situazione della 16enne, che potrà riprendere la sua vita quotidiana senza doversi guardare costantemente intorno con preoccupazione. Un periodo di distacco potrebbe poi essere utile anche al 17enne per farlo razionalizzare sul proprio comportamento ed evitare future repliche del martellamento messo in atto nei mesi scorsi fra casa, scuola e web.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
