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Il processo riparte dal nodo parti civili: avvocati all’attacco

Il processo riparte dal nodo parti civili: avvocati all’attacco

Potranno esporre le proprie obiezioni sulle 33 richieste Si preannuncia uno scontro per le tante associazioni

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REGGIO EMILIA. Dopo cinque giorni di pausa, si riaccendono le luci oggi nell’aula bunker delle Fiere di Bologna per il processo contro la ’ndrangheta “Aemilia”.

L’udienza preliminare riprende da dove è stata sospesa mercoledì scorso, dopo una prima udienza fiume iniziata al mattino e terminata nel tardo pomeriggio: sullo scoglio delle parti civili.

Sono trentatré le richieste di costituzione di parte civile. La stragrande maggioranza enti e associazioni: si va dallo Stato italiano, ai Ministeri, alla Regione, ai Comuni e alle Province coinvolte, ai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), alle associazioni come Libera, Legambiente e tante altre.

Solo quattro le persone, su una novantina di parti offese che ne avrebbero avuto diritto, che hanno scelto di presentarsi al processo e di chiedere di farne parte come parti civili, tra cui la giornalista del Resto del Carlino Sabrina Pignedoli.

I difensori degli oltre 200 imputati, nell’udienza di oggi, hanno titolo di esprimere su ciascuna parte civile che si è presentata le proprie obiezioni. E già hanno preannunciato lo scontro, specie per quanto riguarda le associazioni.

E’ questo il primo scalino di un procedimento che rischia concretamente di avviarsi a passo molto lento fino alla decisione del gup Francesca Zavaglia sulle richieste di rinvio a giudizio. Anche quella di oggi, dunque, si profila come un’udienza fiume, che si protrarrà sino a tarda ora e se tutte le difese avranno lunghe obiezioni da illustrare, potrebbe anche non concludersi nella giornata odierna. Non immediata, allo stesso modo, potrebbe essere la decisione dello stesso gup sull’accettazione, o il rigetto, delle stesse parti civili.

Il processo Aemilia si svolge nel padiglione 19 delle Fiere di Bologna: una sala grande abbastanza da poter ospitare tutte le parti compresa la presenza, con tutte le condizioni di sicurezza previste, per gli imputati, in particolare quelli detenuti. Coloro che sono ritenuti i vertici dell’ndrangheta emiliana, compreso il boss Nicolino Grande Aracri, sono presenti solo in video-conferenza dai rispettivi carceri di detenzione.

Il calendario delle udienze preliminari è già fissato fino a dicembre. (el.pe)

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